I dati che ci sono stati forniti dal rapporto dell’Osservatorio nazionale della salute nelle regioni italiane, oggi, spaventano! L’Italia è divisa a metà (ancora! verrebbe quasi da dire) anche per quanto riguarda la sanità. I dati ci lasciano davanti ad una realtà ingiusta, a cui sembra quasi impossibile far fronte, perché, proprio chi potrebbe aiutare, preferisce stare a guardare.
“Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri” scriveva Alda Merini ed oggi questo, nella vita di tutti giorni, accade un po’ di più. Oggi bisogna sempre sperare di stare bene, di svegliarsi in forma, proprio per non essere deformati passando per le mani di questa società che, purtroppo, a volte distrugge. Secondo i dati che sono stati raccolti nel rapporto dell’Osservatorio nazionale della salute nelle regioni italiane, ci rendiamo conto che l’Italia non può essere considerata una grande torta omogenea: in essa troviamo, infatti, parti prive di sapore, di quella bontà che fa bella questa penisola, e parti che forse di sapore ne hanno anche troppo! Ma cosa c’entra questo con la ricerca e la sanità? La ricerca ha scoperto le carte ed ha buttato sul tavolo proprio questa realtà: l’Italia non può essere considerata omogenea, tutta uguale, perché di uguale non ha niente, perché è governata dalla divisione, perché nessuno si occupa dei suoi figli dando a tutti lo stesso diritto di essere curati, di essere salvi in qualunque posto si trovino, perché molti vengono abbandonati, moltissimi non sono curati. Secondo la ricerca effettuata, infatti, in Italia si ha una speranza di vita maggiore a seconda del luogo di residenza e del livello di istruzione: si registra una maggiore sopravvivenza nel Nord-Est in cui troviamo uomini che attraversano la soglia degli 81.2 anni e, donne, che continuano fino a quella degli 85.6; mentre si registra una sopravvivenza inferiore nel Mezzogiorno, dove gli uomini raggiungono 79.8 anni e le donne 84.1. Si mostra, ancora, che le province più svantaggiate sono quelle di Napoli e Caserta, dove la speranza di vita è di 2 anni inferiore rispetto a quella riportata dalla media nazionale e che, sì, l’istruzione fa la differenza! Oggi, in Italia, un cittadino con un livello di istruzione basso può sperare di arrivare ai 77 anni, mentre può arrivare agli 82 se possiede almeno una laurea. E se vi chiedete com’è la situazione nel Lazio, beh, il nostro territorio è al di sotto delle medie nazionali sia nell’indice per lo stato di salute, sia in quello per il mantenimento dello stato di salute… Leggendo questi dati, la cosa che fa più orrore, che lascia nel cuore un senso di dolore, è quella parola che spesso viene usata: “sperare”. Sì, un uomo può solo sperare di arrivare a quell’età segnata nella ricerca perché, se dovesse mai imbattersi in un incidente di percorso, tutti questi dati gli sbatterebbero in faccia che se vuole trovare una via di scampo alla sua vita, deve essere almeno laureato, deve vivere al nord, e che se lì non ci vive deve arrivarci! Davanti a questi dati, dovremmo ricordare che stiamo parlando di vita e che la vita non può mai essere ostacolata! Davanti a questi dati, dovremmo ricordare che stiamo parlando di uomini, di donne e di bambini che hanno il sacrosanto diritto di essere curati, di vedere la loro vita maneggiata da mani sapienti, ferme nella terra che loro chiamano casa. Sì, proprio nella terra della loro casa, perché nessuno può essere sradicato e piantato in un lettino lontano dal suo mondo, nessuno può vedersi negata la possibilità di essere curato guardando dalla finestra il proprio cielo e non lo spazio di una città diversa, magari rumorosa, che non gli porterà mai agli occhi i colori di casa. Davanti a questi dati, infine, dovremmo urlare con forza perché la vita è preziosa, perché devono ascoltarci e capire che davanti a tanto a dolore, davanti a queste vite che si spengono perché quelle mani sapienti non ci sono, non può e non deve esistere nord o sud, non può e non deve avere un valore aggiunto la cultura. Oggi, davanti a tutta questa storia, ciò che vogliamo è solo la possibilità di essere aiutati, ovunque, ma ciò rimane è solo un cuore sanguinante che si spezza davanti a questa terra divisa. Ester Evangelisti
