“Nel silenzio più assoluto dei referenti politici, in un territorio già martoriato, si sta per realizzare un impianto a biomassa con potenza massima di 199 kw, a servizio esclusivo e privato del Fornaci Cinema Village”. Alzano la voce così Potere al Popolo di Frosinone ed il circolo del Partito di Rifondazione comunista “5 aprile” di Ceccano sulla polemica nata nel capoluogo rispetto alla realizzazione di una centrale termica a cippato di legno al confine fra Frosinone e Ceccano.
Le forze di sinistra esprimono “sdegno e preoccupazione per quanto sta succedendo in questi giorni tra i due territori. Nel silenzio più assoluto dei referenti politici, in un territorio già martoriato, si sta per realizzare un impianto a biomassa con potenza massima di 199 kw, a servizio esclusivo e privato del Fornaci Cinema Village. L’allarme lanciato dall’associazione dei medici di famiglia sembra cadere nel vuoto in questi giorni di campagna elettorale, quasi a nascondere un accordo di non belligeranza tra i vari esponenti politici di spicco del Pd, centrodestra e M5S, che fino a pochi giorni fa si sono dati battaglia proprio sui temi dell’inquinamento. Ricordiamo che nel 2017 a Frosinone scalo si sono sforati i limiti consentiti per legge di pm10 per ben 93 giorni, mentre a Ceccano i giorni di sforamento risultano essere 86 per lo stesso anno. Sembra strano che, nonostante il piano regionale per il risanamento della qualità dell’aria e la relativa ordinanza comunale sul divieto di uso di caldaie a legna o biomasse che superino i 35 kw, si sia autorizzata l’installazione dell’impianto. Fino a ieri i vari Buschini, Bianchi, Ruspandini, Ottaviani, Frusone presidiavano Ceccano e Frosinone, con continui distinguo e prese di posizione, scaricandosi colpe a vicenda sulle responsabilità dell’inquinamento ambientale che questi territori subiscono da anni! (vedi la chiusura della scuola elementare “Passo del Cardinale” a causa di miasmi maleodoranti di cui ancora non si conosce la provenienza, l’inquinamento della valle del Sacco, eccetera). Gli unici interventi attuati dalle due amministrazioni comunali sono stati il blocco totale del traffico domenicale, la circolazione a targhe alterne ed il divieto all’accensione di fuochi di pulizia ed impianti a legna o biomassa per riscaldamento superiori a 35 kw. Perché nessuno di questi politici ed i loro partiti, che tanto decantano sui loro programmi elettorali la lotta all’Inquinamento e la promozione di fonti di energie alternative pulite e rinnovabili, prende posizione su questo problema? I politici del Pd, di Forza Italia e del M5S parlano della vivibilità delle nostre città, solo quando funziona da spot elettorale, ma se le questioni si fanno serie, tacciono“. E’ bene ricordare che sulla vicenda degli impianti a biomasse a Frosinone, il sindaco Nicola Ottaviani ha criticato il Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria, sostenendo che i Comuni non hanno strumenti per impedire la costruzione di tali impianti ma solo poteri di ordinanza rispetto alla limitazione dell’uso. Mentre dal Movimento 5 Stelle di Frosinone è stata richiesta una moratoria sugli impianti a biomassa nel capoluogo: proposta che il gruppo consiliare frusinate intende portare all’attenzione della prossima Assise. A.Red. LEGGI ANCHE http://www.tg24.info/frosinone-nuovi-impianti-a-biomasse-e-polemica/
