Frosinone – Mazzette per un posto di lavoro, cinque a giudizio

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Cinque persone sono finite sotto processo per i reati a vario titolo di associazione a delinquere e truffa in concorso. Il gruppo aveva messo in piedi una sorta di ufficio di collocamento privato e facendo leva su conoscenze nelle alte sfere offriva posti di lavoro in cambio di mazzette ai tanti cittadini in attesa di una occupazione.

Mazzette in cambio di un posto di lavoro. Mazzette che i cinque imputati rinviati a giudizio richiedevano a loro dire, per le spese da affrontare. Si tratta di tre persone residenti nella provincia ciociara e due romani. Il gruppo aveva messo in piedi un vero e proprio sodalizio criminoso la cui attività era quella appunto di truffare tanti ignari cittadini in cerca di occupazione. Millantando poteri e ruoli che non avevano, nel giro di poco tempo i componenti di questa organizzazione malavitosa avrebbero intascato oltre 400 mila euro. L’imbroglio si è scoperto a seguito di numerose denunce che erano state presentate in procura. Il modus operandi consisteva nel presentarsi ai cittadini in cerca di occupazione come dipendenti dei ministeri che avevano agganci non indifferenti con i politici che contano. Tanto per fare un esempio uno dei cinque indicato come il capo dell’organizzazione si sarebbe presentato quale dipendente della Presidenza del Consiglio dei Ministri; un’altra coppia si sarebbe spacciata  rispettivamente come dipendente del ministero della Camera dei deputati e impiegato di un ufficio collegato. Con queste credenziali era facile accaparrarsi la credibilità e la fiducia di chi tanti anni era in attesa di un posto di lavoro. Ad una delle tante vittime era stato proposto un impiego presso la segreteria della Camera dei Deputati, ma in cambio di questo la vittima  aveva dovuto sborsare 16 mila euro. Ben 14 mila euro aveva consegnato invece nelle mani dell’organizzazione un altro giovane ciociaro al quale era stato offerto un posto nelle Ferrovie dello Stato. Altre due sorelle indotte in errore avevano sborsato prima 20mila euro e poi altri 11mila per un posto di lavoro in Vaticano. Lunghissima la scia delle persone truffate che hanno presentato denuncia. Numerose di queste si sono costituite parte civile. L’udienza dove gli avvocati difensori chiederanno il rito abbreviato si terrà il 18 maggio prossimo. Nel collegio difensivo gli avvocati Claudia Mancini, Carla Latini, Antonella Liberatori, Angelo Maria Terenzi e Giuseppe Spada del foro di Roma. (foto di repertorio) Marina Mingarelli 
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