Dal 1968 al 2018, 50 anni sprecati.
Aver vissuto il ’68 non solo da spettatore dovrebbe inorgoglire; constatare la disastrosa situazione a 50 anni dalla Rivoluzione giovanile, è deprimente. Le mutazioni sociali e sociologiche, scandite dai moti e motti francesi e sottolineate dai Katanga di Mario Capanna, si sperava avrebbero prodotto una Società migliore. La Società si rispecchia nella Politica e viceversa, e lo scenario attuale è almeno angosciante. Nel periodo dell’estro, della fantasia, dei professionisti dell’immagine, le proposte per il prossimo 4 marzo lasciano allibiti, tanto sono vacue. Programmi e proposte inesistenti; progetti privi di costrutto, addirittura di contenuto. Gli elettori, stanchi e delusi, dovrebbero scegliere tra soggetti incapaci addirittura di mostrarsi. Dopo i comizi di piazza (anni ’50), gli spot televisivi e la scoperta del web, s’è arrivati ad un disastroso “fai da te”. L’utilizzo del web, assurdo e contagioso da parte di chi ne è al contempo consumatore e produttore, dimostra la totale incapacità sia dei soggetti interessati, che dei delegati a promuovere la loro immagine. Da quanto appare, sia delle vecchie facce che delle nuove proposte, si evidenzia la attualità del pensiero di Bertrand Russell “I nove decimi delle attività di un governo moderno sono dannose; dunque, peggio son svolte, meglio è”. Jackal
