(di Ester Evangelisti) Era il cinque febbraio quando una macchina, lungo la strada conosciuta come ‘Asse Attrezzato’, ha travolto una donna. Era il cinque febbraio quando il cuore di questa donna ha smesso di battere, quando i suoi occhi si sono chiusi. Era il cinque febbraio quando una donna ha smesso di calpestare la realtà orrenda che la circonda, quando ha smesso di sentirla.
Tantissime volte, per lavoro o per necessità, abbiamo attraversato quella lunga strada. Quella strada che accoglie donne scoperte, che le lascia catturare da uomini senza cuore, che le usano come fossero oggetti inanimati, come se per loro quell’umanità che non conoscono non possa esistere nel prossimo. Ogni giorno, queste donne, vengono scaricate lì: lungo quella strada che diventa l’eterna sosta della loro vita, a volte l’ultima cosa che vedranno prima di chiudere gli occhi, stanche, piene di ferite. Oggi l’amore non esiste più. Non c’è più spazio in questo mondo per un piccolo granello di amore, di compassione per il prossimo, perché ormai dare amore è diventata la cosa più difficile, compatire è diventato l’atto impossibile. Oggi quando si guardano queste donne si tende solo ad osservare con sguardo indignato il loro corpo scoperto, non ci si sofferma mai sui loro sguardi che gridano il bisogno di essere guardati, di essere salvati. Oggi davanti ad una tragedia del genere il mondo è solo capace di ferire, di colpire ancora quel corpo che non ce l’ha fatta con parole fredde, che mostrano solo mancanza di cuore. Perché non si riesce a vedere che sono donne prima ancora di essere prostitute! Perché non si riesce a sentire un pizzico di dolore nei confronti di una donna che è morta lì, sul cemento freddo di una strada che le ha tolto tutto: la possibilità di sognare, di credere nel futuro che immaginava da bambina, di conoscere l’amore, la dolcezza di carezze che non vogliono ferirti, di conoscere la sicurezza di una casa, il profumo di panni caldi e puliti, la sensazione di essere salvi qualunque cosa lì fuori accada. È questo che più di tutto, oggi, fa paura: non riuscire a sentire dolore per la perdita di una vita umana, il voltare lo sguardo, il continuo accusare, ferire, bastonare con le parole chi non potrà mai più difendersi, chi non ha potuto farlo mai. Ed Sheeran, con voce dolce e rispettosa nei confronti di queste donne, canta che “fa troppo freddo fuori, perché gli angeli possano volare” e, forse, fa troppo freddo fuori perché i cuori di alcune persone possano sciogliersi, imparare ad amare. Ester Evangelisti
