Anagni – Il sindaco Bassetta: “Non si lascia la città con un salto nel buio!” (video)

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) La conferenza stampa indetta nel pomeriggio di oggi, dal sindaco Fausto Bassetta, aveva come primo obiettivo quello di invitare tutti i consiglieri alla seduta consiliare del 15 febbraio.

Nel corso dell’incontro, svolto nella stupenda Sala Gialla, il sindaco ha spiegato che per quanto concerne il tema “della discordia” il bilancio consolidato, prima delle revoca delle deleghe assessorili ad Aurelio Tagliaboschi, ci sono state due prime riunioni. Una il 10 gennaio scorso e l’altra dopo una settimana, dove lui aveva detto che c’era stato un grave errore e qualcuno se ne doveva assumere la responsabilità politica.  C’è stato ancora un altro incontro dove è stato ribadito il concetto, concetto che però non è mai passato. Il sindaco sperava nelle dimissioni dell’assessore Tagliaboschi e nella riunione del “famoso” sabato, il primo cittadino aveva pensato che si fosse arrivati al dunque e invece con il Pd si era parlato di altro. Il sindaco aveva invitato più volte l’interessato a fare delle considerazioni di carattere politico amministrativo e alla fine Bassetta per tutelare la città, ha revocato il rapporto di fiducia nei confronti dell’assessore. “Le responsabilità non sono da cercare altrove, perché la proposta di delibera è nata all’interno dell’assessorato al Bilancio, è stata portata con urgenza al Consiglio Comunale, è stata illustrata dall’assessore competente. Nella revoca delle deleghe non c’è alcun pretesto politico, l’assessore è stato revocato sul tema tecnico – amministrativo.”   Durante la conferenza stampa, il primo cittadino ha invitato i consiglieri ad andare alla seduta consiliare del 15 febbraio, per parlare davanti alla città. “Sono convinto che in questa città ci sono consiglieri che hanno coscienza e libertà di pensiero, perché in caso contrario sarei già caduto. Io ho ancora qualche speranza. I Consiglieri che hanno firmato la mozione di sfiducia si devono rendere conto che stanno sfiduciando il sindaco, solo perché il sindaco ha fatto il suo dovere politico – amministrativo! Voglio dire ai signori che hanno firmato, che si firma una mozione di sfiducia quando è seria e costruttiva. Posso capire i firmatari del centrodestra che hanno un loro leader, un loro candidato, le loro idee, i loro progetti politici. Ma mi domando, gli altri consiglieri cosa diranno davanti alla città durante il Consiglio Comunale? Qual è la loro prospettiva politica da qui a pochi mesi? Chi è il loro candidato a sindaco? Qual è la loro coalizione, il programma politico? Devono dichiararsi, perché una mozione di sfiducia non si fa a vuoto, non si lascia la città con un salto nel buio. Non è vero che i commissariamenti più sono corti e meglio è. La città resterà bloccata completamente, nessun commissario viene qui e si prende grandi impegni per poco tempo, gestirà si e no l’ordinaria amministrazione. La città si blocca ancora e per quale progetto politico? Non ci è dato sapere. Chi ha firmato la mozione di sfiducia doveva subito dire: ‘Noi vogliamo la caduta del sindaco perché abbiamo questo progetto.’ Non venissero in Consiglio a fare la litania sulle cose che non sono andate. Le cose che non vanno posso elencarle anch’io adesso. Dai lavori pubblici al settore dei tributi, del patrimonio e del servizio finanziario. Tutte le amministrazioni, centrodestra, centrosinistra, 5 Stelle hanno difetti e pregi, quello che interessa al sindaco è essere il portavoce della città e sapere quello che volete voi fare dopo. Il consigliere Floridi e De Luca cosa diranno ai cittadini? Perché vogliono lasciare nel vuoto questa città? Il Pd avrà le sue motivazioni politiche, ha deciso di far cadere il sindaco. Ma io non ho nessun pretesto, il Pd mi ha messo un po’ da parte già da fine dicembre. In un’intervista dicevano che avrebbero trovato un altro candidato a sindaco. Rispetto le leggi del partito, ma se il sindaco viene sfiduciato, solo perché ha revocato un assessore, io oggi lo annuncio ufficialmente, mi ricandiderò. Perché queste persone vogliono far cadere il sindaco, per quale motivo non si capisce. Perché mancano i numeri? La politica non la fanno i numeri, la fanno le persone che hanno libertà di pensiero e coscienza serena.” Il sindaco ha anche spiegato che siamo in un momento importante, in cui un rappresentante di Anagni, si è candidato al Consiglio regionale, con una lista importante. Questa candidatura nasce per dare una prospettiva a questa città. Queste cose Bassetta le aveva già scritte nel mese di agosto, parlando di una debolezza politica della città di Anagni. Oggi si rischia di restare in un’estrema debolezza politica per questioni di personalismi, protagonismi, invidie e gelosie. Si rischia di condannare la città all’oblio per altri 5 anni.  “Il cambiamento politico – amministrativo c’è stato adesso, un assessore ha sbagliato e io ho avuto il coraggio di mandarlo via.” Nel Consiglio di giovedì 15 febbraio il sindaco Fausto Bassetta proporrà una grande coalizione civica, una proposta con 10 punti, per arrivare fino a fine mandato. Anna Ammanniti
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