Editoriale – Sora, i bluff politici del Governo De Donatis… giudicate voi!

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) Venti mesi fa, la squadra di De Donatis festeggiava la vittoria elettorale della prima piattaforma civica sorana e si autodefiniva il gruppo del cambiamento.

Oggi, dopo essersi guadagnata il titolo di “peggiore maggioranza” che Sora ricordi a memoria d’uomo, deve fare i conti con tutte le decisioni sconsiderate ed opportuniste, prese soltanto per ingannare i sorani e vincere le elezioni. Così Sora si trova ad affrontare quel tanto decantato cambiamento, che, nella realtà, è stato un’assoluta catastrofe sotto tutti i punti di vista, e resta affogata in un acquario dove l’urlata “piattaforma civica” è talmente piena di bandiere politiche da non galleggiare più. E se con questo gruppo di governo il caos, la disorganizzazione e l’incompetenza sono da sempre al top, con l’approssimarsi delle elezioni la bagarre diventa senza eguali. Tante le voci. Tanti i pettegolezzi. Ancora di più le indiscrezioni. Il sindaco starebbe “con le pezze in fronte”, perché se da una parte va alla conta per dare un riscontro concreto al Partito Socialista dall’altra, avendo svenduto da tempo Sora a Cassino e reggendo la propria amministrazione solo grazie alle volontà altrui, dovrebbe dare risposte anche a Forza Italia. Così, se a sinistra sarebbe costretto a supportare i desiderati di Schietroma e di Nencini, che da Sora si aspettano una valanga di voti per Francesco Quadrini (di Castelliri) e per Irene Bartolomucci (di Isola del Liri), a destra “sotto sotto” dovrebbe dare una mano ad Abbruzzese. Il tutto facente parte di un grande mega inganno, perché il sindaco i voti proprio non ce li ha. Avendo una “sua squadra” formata soltanto dalla Paolacci e Gemmiti (quanti voti hanno portato alle comunali i due assessori? Un 220/240 voti in tutto?), si dice che “suderebbe a freddo” perché non saprebbe proprio cosa inventarsi per ingannare i sorani. E mentre De Donatis sarebbe impegnato ad escogitare piani strategici ed a prepare giustificazioni, il gruppo dell’acquario si è stretto intorno a Veronica Di Ruscio che, continuando a parlare (senza vergogna!) di cambiamento, fa da candidato-staffetta nella strategia di razzia voti “fuori porta”, messa in piedi da Abbruzzese per far vincere Ciacciarelli che di Sora non è. Ma cosa vuole dai sorani questa gente? Chi mastica un minimo di politica sa bene che la Di Ruscio non diventerà mai consigliere regionale e che Sora verrà di nuovo dimenticata. Il tutto in un gioco politico sottile che, come sempre, porterà potere e sviluppo a Cassino e vedrà la maggioranza di De Donatis continuare a svendere Sora ed i sorani, senza ritegno e senza amore per il territorio. Anche l’acquario, però, non sembrerebbe vivere una situazione idilliaca e farebbe acqua da tutte le parti.  La Petricca, dopo gli infiniti schiaffi politici ricevuti da Abbruzzese, si starebbe avvicinando a Noi con l’Italia ed addirittura avrebbe pensato ad una candidatura con questo nuovo partito. Lecce starebbe appoggiando Cippitelli e, per motivi che con la politica c’entrano ben poco, sarebbe passato da destra a sinistra senza battere ciglio. Mosticone, anche se richiamato all’ordine da Abbruzzese che avrebbe sentito qualche voce di troppo (non dimentichiamo che proprio Abruzzese gli ha concesso di far nominare assessore la signora Taglialatela), continuerebbe a tirare di nascosto per Cippitelli, perché debitore (dicono!) dei voti presi alle scorse comunali, che certo non erano i suoi. Strana anche la posizione di Baratta che sarebbe presente agli incontri di Forza Italia ma che per le case porterebbe candidati socialisti. Sparito dalla luce accecante dei riflettori, perché nella penombra ci si muove meglio, Massimiliano Bruni si professerebbe appartenente a Fratelli d’Italia, ma con discrezione asseconderebbe i desiderata di Abruzzese. Si dice che i due, insieme a Mosticone, condividano “progetti” importanti a cui Bruni non sarebbe proprio disposto a rinunciare. In coda ci sarebbe Coletta che, coerente con la sua linea politica, porterebbe Buschini ed infine Vinciguerra che, seguendo la sua linea di pensiero, sarebbe pronto ad appoggiare chi gli dà più garanzie. Sulla linea di fondo si scorge il consigliere Floriana De Donatis, moglie di chi era (o veniva fatto credere di essere!) il candidato in pectore del sindaco alle regionali 2018. Stimato, in base alle proprie teorie, come portatore di 11mila voti e tenuto “in petto” da Roberto in persona, è stato fatto fuori in un istante. Nonostante “usato” mesi interi per “sbraitare contro”, pur senza dire niente, è rimasto a casa sua, seduto e dimenticato da tutti. Così bussando di chiesa in chiesa, ha finalmente “trovato alloggio” da Cippitelli e si è seduto là. Povera Sora! Davvero povera Sora! Anche questa volta rischia di perire nell’oblio e di non avere rappresentanti locali di riferimento. Noi, raccontando la verità, informiamo il popolo delle tante mancanze, dei fatti non veri e delle evidenti illegittimità di questo gruppo di governo inclassificabile… poi a giudicare siete voi! Alessandro Andrelli
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