L’importanza di parlare di lotta alla violenza sulle donne in maniera costante e non solo in occasione della giornata internazionale dedicata al tema.
La Polizia di Stato continua ad essere in prima linea per contrastare un fenomeno sociale che non accenna a diminuire.
Diversi i progetti portati avanti, tra questi quello che si è svolto ieri pomeriggio nel Palazzo ducale di Atina con il convegno “Questo non è amore“. Un momento di riflessione e confronto sulla violenza con particolare attenzione a quella che si manifesta tra le mura domestiche, quella che si cela, si nasconde, si maschera dietro ad un presunto amore. Quella subdola che non sempre è visibile al di fuori, che non lascia segni, ma che logora e annulla all’interno. La repressione dell’altro viene scambiato per attenzione, per protezione e quindi spesso la donna non si rende conto di esserne vittima. L’incontro moderato dalla giornalista Giulia Abbruzzese è stato aperto con i saluti del sindaco di Atina, Silvio Mancini, seguito dalle parole del questore di Frosinone, la dottoressa Rosaria Amato che ha sottolineato un concetto al quale spesso non viene data la giusta rilevanza, ovvero puntare più sulla prevenzione del fenomeno, far sì che non accada invece che trovarsi ad intervenire a cose fatte.
“La battaglia più importante si gioca sul campo della prevenzione in cui la Polizia di Stato è impegnata, non solo nel contribuire attraverso l’informazione al superamento di una mentalità di sopraffazione, ma a fare da sentinella per intercettare prima possibile comportamenti violenti e intimidatori. In questa prospettiva si muove l’adozione del protocollo E.V.A. (Esame delle Violenze Agite) da parte di tutte le Questure d’Italia, che consente agli equipaggi di Polizia, chiamati dalle sale operative ad intervenire su casi di violenza domestica, di sapere se ci siano stati altri episodi in passato nello stesso ambito familiare“. In quest’ottica il gioco di squadra tra istituzioni e associazioni presenti sul territorio svolge un lavoro a dir poco fondamentale. Immancabile quindi la presenza dei rappresentanti di Telefono Rosa, Risorse Donna e S.O.S. Donna, Tutto un Altro Genere.
Nel corso del convegno è stato, inoltre, proiettato il significativo cortometraggio “Non io”, realizzato dagli studenti dell’Istituto Comprensivo 3 di Sora. Una dimostrazione della volontà della Questura di coinvolgere le scuole in un progetto rivolto alla sensibilizzazione di tutte le fasce d’età.
Tra gli ospiti presenti in sala il Rettore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale Prof. Giovanni Betta ed il Vicario dell’Ufficio Scolastico Provinciale dr. Pierino Malandrucco.
Nel servizio realizzato da Hd24.it ascoltiamo le dichiarazioni della dottoressa Cristina Pagliarosi, direttore tecnico capo psicologo della Questura, il responsabile della sezione Polizia Postale e delle comunicazioni sost. comm. Tiziana Belli, l’ispettore capo Anna Centofanti del commissariato di Sora, la professoressa Fiorenza Taricone ed il sindaco Silvio Mancini.
Stefania Vitti
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