Investita sulle strisce pedonali, automobilista rinviato a giudizio. I fatti risalgano al 22 maggio del 2015 e la prima udienza è fissata per il 15 giugno prossimo.
Valentina De Castro era una splendida ragazza di 29 anni. Aveva conseguito due lauree, una in Farmacia e l’altra in Biologia. Subito dopo l’università aveva cominciato a seguire un dottorato in tossicologia. Ma gli interessi della giovane erano innumerevoli, membro di un gruppo Folk di Morolo era anche vice presidente di una associazione per la valorizzazione del territorio Monti Lepini. Ma quel percorso di vita fatto di soddisfazioni e di risultati brillanti si è fermato il 22 maggio del 2015 in via della Stazione sulla Casilina, a pochi passi dal ristorante <Il Giardino>, una vettura alla cui guida si trovava un 19enne travolse lei ed il suo fidanzato mentre stavano attraversando la strada sulle strisce pedonali. Quella sera i due giovani avevano deciso di andare a mangiare una pizza proprio in quel locale. Invece la morte la stava attendendo lungo quell’arteria bagnata dalla pioggia battente. Soccorsa dai medici del 118 Valentina venne trasportata immediatamente presso il policlinico di Roma. Ma lesioni riportate non le diedero scampo. La ragazza morì dopo alcune ore di agonia. Più fortunato il fidanzato che se la cavò soltanto con qualche escoriazione. A seguito di quel drammatico investimento la procura aprì un’inchiesta. Nei giorni scorsi il giudice per le udienze preliminari ha rinviato a giudizio il giovane automobilista con l’accusa di omicidio colposo. Il ragazzo, che sarà difeso dall’avvocato Emanuele Incitti, si è sempre difeso dicendo di non aver visto la coppia che attraversava la strada a causa della pioggia che quella sera scendeva copiosamente. La prima udienza è fissata per il 15 giugno prossimo. I genitori della ragazza subito dopo il decesso autorizzarono l’espianto degli organi. Oggi il cuore di Valentina batte nel petto di una donna che abita a Reggio Calabria. Mar. Ming.
