Il 27 gennaio di ogni è la giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto, la Giornata della Memoria. In una nota il sindaco di Pastena, Arturo Gnesi, interviene sull’argomento.
Il dovere di ricordare l’olocausto del popolo ebraico e le leggi razziali che segnarono l’inizio della più grande tragedia della storia. Gli anni tendono ad affievolire la memoria e a trasformare in romanzi d’avventura o in semplici racconti di cronaca quello che in realtà è stato un vero piano strategico per la distruzione del popolo ebraico. Il folle disegno nazi-fascista che iniziava nei quartieri delle nostre città, la rappresaglia di intere famiglie che dopo essere state ammassate nei vagoni- bestiame venivano spedite nei campi di concentramento. Una storia che le immagini di quei corpi denutriti e inviati nei forni o nelle camere a gas, deve restare come monito anche per le nuove generazioni affinché la follia della ragione non generi nuove mostruosità. Con questo spirito promuoveranno la giornata della memoria, perché la “shoah” alimenti la cultura della pace e della tolleranza e condanni sempre i regimi totalitari. Letture e documentari serviranno per dare un’informazione corretta su una drammatica vicenda che deve rimanere nella memoria di ogni popolo. Dallo sterminio degli ebrei dapprima teorizzato e poi applicato con una logica insensata e assassina l’umanità ha reagito con la dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, quelli alla vita, alla libertà e all’uguaglianza, che sono diritti naturali, cioè quelli che l’uomo ha per il solo fatto di essere nato. L’unica razza è quella ” umana” direbbe Albert Einstein, e il compito delle istituzioni è tenere fede a questo principio. Il 27 gennaio 1945, l’Armata Russa entrò in uno dei campi di concentramento più grandi, Auschwitz, liberando finalmente i prigionieri rimasti in vita e facendo rinascere da quei luoghi la speranza di pace e giustizia calpestata brutalmente dai regimi totalitari. Noi, oggi, abbiamo il dovere di non dimenticare.
