Rapina alla gioielleria Campoli a Tecchiena di Alatri, quattro persone rinviate a giudizio per le accuse a vario titolo di rapina a mano armata e ricettazione.
Rapina a mano armata e ricettazione in concorso. Sono queste le accuse mosse a vario titolo nei confronti di Antonio Di Mario, Marianna D’Emilio, Pasquale Cimonte e due albanesi coinvolti nella rapina alla gioielleria “Campoli” a Tecchiena di Alatri, avvenuta nel settembre del 2014. Con pistola in pugno, i banditi fecero irruzione nel negozio facendosi consegnare i preziosi. Il bottino era stata quantificato in 250 mila euro. Da quel momento dei malviventi si erano perse le tracce. Ma proprio mentre i carabinieri stavano seguendo l’operazione che riguardava un ingente quantitativo spaccio di droga in provincia, da una intercettazione telefonica qualcuno aveva parlato di una consegna di preziosi presso “un compro oro” della capitale. Da qui l’intuizione che si stesse parlando della gioielleria di Tecchiena. Ascoltando la conversazione l’ignoto interlocutore aveva detto di aver avuto paura di prendere l’auto perché temeva di poter essere fermato dalle forze dell’ordine, e che aveva preferito viaggiare in treno con la moglie. Gli investigatori giunti nel negozio di Roma avevano trovato alcuni bracciali che facevano parte della refurtiva. Tutti gli altri gioielli però erano spariti. Gli investigatori avevano ipotizzato che potevano essere stati acquistati e rivenduti utilizzando falsi documenti. Le indagini che sono seguite hanno trascinato alla sbarra quattro degli indagati ( uno degli albanesi coinvolti sarebbe irreperibile). Nel collegio difensivo gli avvocati Tony Ceccarelli, Filippo Misserville e Luigi Tozzi. Prima udienza il prossimo febbraio. Mar.Ming.
