Frosinone – Il sindaco Ottaviani e la gogna online: “Ecco il ladro, offendetelo pure”

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Questo è l’idiota che da tempo continua a rubare dentro la scuola dei bimbi “La Rinascita”. Chiunque lo conosca è autorizzato ad offenderlo con il garbo che merita. Noi, intanto, come Comune di Frosinone lo denunciamo“. Questa la dichiarazione del sindaco Nicola Ottaviani che accompagna il fotogramma del volto del ladro (non oscurato) che ha agito nella scuola Rinascita del capoluogo, catturato dalle telecamere della videosorveglianza.

E’ stata pubblicata ieri sul sito istituzionale del Comune. Lo stesso commento del sindaco è stato anche pubblicato sulla pagina social del Comune e sul profilo personale di Ottaviani, accompagnato in questo caso da un frammento del video che immortala il volto del ladro. COME NEL MEDIOEVO?  La pubblicazione da parte dell’Istituzione comunale del commento e del video ha comportato reazioni sui social. Con tanti cittadini che hanno condiviso il video e la foto e le parole sprezzanti del sindaco. Augurando, nel migliore dei casi, il “carcere a vita” per il ladro. Puntando, in altri casi, su commenti irripetibili. Insomma, il messaggio si colloca a metà fra le “sceriffate” da western (manca solo il classico cartello “wanted“) e la gogna medievale. Nei secoli bui era infatti consuetudine utilizzare il meccanismo della gogna pubblica con il ceppo contro gli autori di crimini minori, che venivano imprigionati ed esposti ai cittadini in piazza, per essere umiliati, scherniti e insultati (quando andava bene).  Sia ben chiaro, nessuno ha imprigionato nessuno in piazza. Ma il pubblico dei destinatari, online, può creare, metaforicamente, una “gogna” di proporzioni più vaste e conseguenze imprevedibili. Ancor di più se il messaggio è filtrato dalle Istituzioni (Comune e sindaco) attraverso canali ufficiali. Con il primo cittadino che “autorizza” chiunque conosca “l’idiota” ad “offenderlo con il garbo che merita”. NON BASTAVA LA DENUNCIA? La domanda sorge spontanea: ma la gogna via social è opportuna? La risposta sembra scontata. No. Anche se diversi cittadini sembrano addirittura aver apprezzato l’iniziativa. Il Comune con ogni probabilità si sarebbe potuto limitare a sporgere la denuncia e a fornire alle forze dell’ordine video e fotogrammi dell’azione criminosa. Non è una novità la pubblicazione delle foto dei ladri sui social. Nella primavera 2017, un ristoratore di Desio diffuse le immagini del ladro catturate dalla videosorveglianza e fu invitato dalle forze dell’ordine a rimuoverle subito. In quanto la divulgazione di immagini relative alle indagini avrebbe potuto intralciarle. Potendo così, paradossalmente, avvantaggiare indirettamente il ladro. Che avrebbe potuto allontanarsi o magari occultare i propri segni distintivi per non essere riconosciuto. Quello che preoccupa, vista l’ondata di giustizialismo scatenata dal post del sindaco, è anche l’uso che si farà in futuro delle immagini e dei video catturati dalle oltre 300 videocamere piazzate in Comune dall’amministrazione. Alessandro Redirossi
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