Molto spesso sui social si leggono post in cui i cittadini esprimono il proprio disaccordo rispetto al degrado in cui versano i vicoli, principalmente, del centro storico di Arpino.
Il servizio di spazzamento delle strade è di competenza del settore Demanio e Patrimonio, nei giorni feriali; mentre nei festivi se ne occupa la ditta incaricata nella raccolta differenziata. Come si legge nel piano Tari dell’ anno 2017, è stata destinata una somma pari a 123mila euro alla prestazione di pulizia e lavaggio delle strade pubbliche, circa 340 euro al giorno. Almeno 5 unità sono destinate ad espletare tale mansione, spesso coadiuvate dai lavoratori LSU e, per un breve periodo, affiancati anche dai volontari tra i rifugiati politici che si prestavano in nome dell’ integrazione, piuttosto che annichilirsi alla noiosa poltroneria quotidiana. Ma dove sono finiti tutti se i cestini del centro sversano di rifiuti ed i vicoli sono invasi dal pattume? A chi spetta la sorveglianza del territorio in questi casi? Chi sono i negligenti che omettono di intervenire, noncuranti della pericolosità, oltre che dello squallore? Se gli “addetti” restano indifferenti ed assumono un atteggiamento così cinicamente disinteressato e leggero diventano complici di cotanta villania, quanto i cittadini dovranno sentirsi impegnati alla cultura delle buona educazione civica? Domande già poste, alle quali non viene data risposta. O meglio, la solita cantilena «Le difficoltà del paese sono dovute alle drastiche misure previste dal Piano di Rientro, oppure, La colpa è delle persone incivili che gettano i rifiuti a terra o non raccolgono gli escrementi del proprio cane». L’Ente ha varato il piano Tari con le annesse cifre: gli utenti che pagano le tasse fanno il loro dovere. L’Amministrazione deve garantire il servizio di spazzamento e pulizia, che costa 340euro al giorno ed il quale conto è stato già saldato: in tal modo espleta le proprie funzioni e mantiene l’ impegno liberamente investito. Incuria e decoro urbano sono antitetici come anche onere ed onore non sempre vanno d’ accordo. Ma il riguardo per il cittadino è sacro: coloro che volontariamente si sono assunti l’onore di amministrare il paese di Arpino con tutti i suoi debiti, consapevolmente si sono assunti l’onere di farlo in maniera ottimale. È lecito asserire che il centro storico versi in una particolare criticità, troppo spesso lamentata dagli utenti; non si tratta di sporcizia occasionale ma di indecorosi accumuli che derivano dalla mancata pulizia: cartacce, mucchi di cicche, escrementi, contenuti gastrici, corsi di orina, tappeti di guano, bottiglie, lattine e quant’altro, con relativi odori nauseabondi. Non si sta parlando di posti remoti ma di percorsi che si affacciano sulle strade principali. Altro che criticità, in un abitato concentrato che ha un transito pedonale assiduo, soprattutto di bambini: i rifiuti alimentano la presenza di animali randagi e topi, ai quali si aggiungono poi i vespidi. Nonostante siano situazioni già note, chi ci abita è costretto a rivolgersi agli incaricati per richiedere un servizio dovuto e sentirsi anche obbligato a ringraziare per la “miracolosa” concessione. I residenti sono stanchi di segnalare episodi troppo evidenti per non essere presi in considerazione dagli impiegati di competenza. Un centro storico esiguo, una regione che può essere percorsa a piedi in lungo ed in largo ma che diventa terra di nessuno. È avvilente dover pregare il consigliere delegato oppure dover protocollare apposita richiesta all’ attenzione dell’ ufficio preposto per avere in grazia uno spazzamento mensile. E la Polizia Municipale in che maniera si adopera in merito alla situazione? Quanti accertamenti in tal senso sono stati fatti? Esistono le regole, esiste chi le infrange, esiste chi ha il compito di farle rispettare, esiste chi è retribuito per farle rispettare ma, evidentemente, ignora le proprie competenze lasciando il paese in balia dei barbari. Sara Pacitto
