I fiori bianchi. Il feretro color miele. La purezza e la dolcezza. La Fede e il conforto. L’amore. Quello di mamma e papà, della famiglia, degli amici di sempre, dei compagni di scuola, delle tante persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Un’unica anima si è stretta stamane attorno ad Edoardo. Il dolore è immenso, difficile da sopportare, ma il cielo è blu sopra le nuvole e lui ora è lì. Sereno. “Adesso risali sulla tua moto e dai gas alla tua piccola – così i compagni di classe – Ti vogliamo bene”.
Straziante l’addio ad Edoardo Caldaroni, deceduto a soli 18 anni. Un ragazzo d’oro, un modello per i compagni. Un giovane per bene, leale e sincero. “Tu eri il più solido e mai avremmo pensato di dover essere qui oggi. Grazie al tuo ricordo andremo avanti”. Così, mentre le lacrime segnano il viso innocente, i suoi compagni di scuola. “Sembra assurdo, noi qui con la tua famiglia…ci hai lasciato quasi alla fine di questo percorso”. Dolore e amore nelle parole degli amici che con Edoardo condividevano la scuola, il tempo libero. E poi il dolore che toglie voce alle parole. Quelle della fidanzatina di Edo. E’ un dolore immenso quello che si respira in chiesa. Un pugnale che trafigge il cuore. Eppure deve essere il ricordo, come ha voluto sottolineare il parroco durante la funzione, che dà e darà conforto; è la fede in qualcosa di bello oltre questa vita che deve spingere ad andare avanti. Davvero tante le persone presenti stamane nella chiesa Santa Maria. Perchè Edoardo si è fatto voler bene e il suo ricordo rimarrà per sempre. Il parroco che ha officiato la funzione, prima di lasciare i fedeli, ha ricordato le parole di Sant’Agostino. Eccole. La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace. IM Leggi anche: http://www.tg24.info/editoriale-sora-ciao-edoardo/
