Editoriale – Sora, De Donatis fuggirà davanti al conto dei sorani

Alessandro Andrelli
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 (di Alessandro Andrelli) 2018: anno nuovo ma musica vecchia e per la vita politica sorana nessuna novità!  La città continua a vedere all’opera lo stesso sindaco e la stessa maggioranza che, animati dalle stesse incapacità dell’anno vecchio, navigano sempre più a vista sulla stessa scialuppa politica che fa acqua da tutte le parti.

Sora continua a vivere di “espedienti” affogata in un mare di parole che, dopo quasi 19 mesi, restano ancora soltanto chiacchiere senza alcun riscontro reale e concreto. Così, se da una parte le penne amiche descrivono De Donatis come il Messia che “cammina sulle acque”, dedicandogli almeno tre articoli al giorno di autoproclamazione, dall’altra i cittadini strillano di fronte alla realtà quotidiana ed all’insostenibile evidenza dei fatti. Oramai è chiaro a tutti: Sora è allo sbando a causa di conclamata incapacità ed attestata inconcludenza che, proprie della peggiore maggioranza che la città ricordi a memoria d’uomo, regnano sovrane sotto gli occhi di tutti. Così, nel più totale caos politico e amministrativo, questo 2018 vede un Comune depotenziato del funzionario in comando presso i vigili urbani (costato ai sorani circa 40mila euro e terminato addirittura un mese in anticipo, senza che nessuno notasse la differenza) e di parte dello staff del sindaco. Da due unità lavorative (costo annuo 21mila euro circa) si passa ad una, perché l’incaricato ex art. 90 si trasferisce per motivi di lavoro a New York. Avvolto nel mistero e di certo non evidente il valore aggiunto avuto da Sora grazie al suo operato (nessuno lo mai visto in Comune), avrebbe a suo attivo soltanto la realizzazione del docufilm portato in Canada, tanto criticato dai sorani e pagato (separatamente!) 10mila euro circa. E se da una parte il Comune assiste alla partenza di alcuni, dall’altra vede mettere su un vero e proprio cabaret per preparare il terreno all’assunzione di altri. “Inscenata” da mesi una disorganizzazione generale del cimitero comunale che viene puntualmente completata da articoli e foto su giornali di rifiuti abbandonati e di manutenzione assente, si sarebbe cercato di dare la giustificazione alla preparazione di un bando. Tante le chiacchiere in città per questa esternalizzazione (sembrerebbe voluta e studiata ad hoc per accontentare gli amici) ed infinite le polemiche. Quello del cimitero è il bando, non ancora pubblicato, più famoso della storia sorana e, di certo, il più “chiacchierato” appalto che la città ricordi. A carte ancora da scrivere e da approvare, sembrerebbe già noto il nome della ditta vincitrice e delle persone che saranno assunte per lavorare. E poi ci si meraviglia degli avvisi di garanzia per le nomine dei dirigenti che hanno visto il sindaco conferire l’incarico al marito di una candidata nelle sue liste e ad un funzionario del Comune che da circa 20 anni ricopre un ruolo apicale nel settore più importante dell’ente? E poi ci si meraviglia che, beffeggiando con “strafottenza” i dettami della legge, non sono ancora pubblici i redditi anno 2016 del sindaco e dei consiglieri di maggioranza (manca anche quello del consigliere Di Stefano che però non lavora)? E poi ci si meraviglia dei blitz delle forze dell’ordine volti al sequestro degli atti? Capaci soltanto di raccontare favole raggirando i sorani, di far passare mutui per finanziamenti e di non rispettare la legge, incuranti che chi amministra dovrebbe essere il primo a dare esempio di onestà e di trasparenza, oramai De Donatis ed i suoi si dimostrano per quello che sono e che sono sempre stati, senza più nascondersi. Appaiono lontani e dimenticati gli spot elettorali creati ad hoc per rendere incisiva la comunicazione. Solo bugie studiate ad arte che hanno dato vita a proclami di trasparenza, di onestà, di aria nuova urlati solo per ingannare gli elettori e far credere ciò che non è. Sora con De Donatis e con la sua squadra di governo è precipitata nelle tenebre di una realtà in cui la legge è diventata qualcosa da beffeggiare. Mai i sorani avrebbero creduto questo, mai avrebbero pensato di cadere così in basso, mai avrebbero pensato di stare eleggendo il peggio del peggio. La trappola è stata creata ad arte, impossibile non caderci dentro. Nel raccontare fandonie e cavolate, non guardano in faccia nessuno. Tirano dritti per raggiungere i loro obiettivi, peccato che questi non sembrano coincidere con i bisogni e le necessità della città. Certo che la giustizia arriva ed arriva sempre, Sora osserva tutto, consapevole oramai di chi ha veramente davanti. Alessandro Andrelli
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