Ad intervenire sulla questione riguardante la chiusura dello stabilimento Ideal Standard di Roccasecca è il Segretario generale della Uiltec Uil Alessandro Piscitelli, che torna a chiedere il ritiro della procedura, spiegando che l’azienda non risolverà certamente i propri problemi chiudendo il sito in provincia di Frosinone.
Spiega Piscitelli: <Il mancato passo indietro rappresenterebbe un problema non solo per i lavoratori impiegati ma anche per la multinazionale, perché le competenze acquisite nel corso degli anni dalle maestranze non sono replicabili altrove né tantomeno trasferibili alla tecnologia. Anni di formazione che hanno reso i dipendenti dei maestri del processo di creazione della ceramica. A mio avviso gli emissari dei due fondi che controllano il marchio non stanno facendo un buon lavoro perché con la loro azione faranno precipitare la qualità dei prodotti finora offerti ai propri clienti e danneggeranno l’azienda>. L’esponente della Uil ripercorre poi alcune tappe importanti: <Lo stabilimento ha quasi 60 anni di storia nel corso dei quali tutti i lavoratori hanno acquisito competenze tali da divenire il punto di riferimento anche per gli altri siti industriali europei della multinazionale. Il gruppo intero si è giovato delle capacità dei lavoratori di Roccasecca per realizzare un prodotto di altissima qualità e spesso sono stati chiamati in causa per risolvere i problemi dei loro colleghi degli altri stabilimenti. C’è poi un terzo elemento da non sottovalutare: il sito cassinate ha, da sempre, portato i maggiori profitti di tutta Europa e non ha mai chiuso con un bilancio in perdita anche grazie ai sacrifici dai lavoratori che, non molto tempo fa, hanno rinunciato a parte dello stipendio per garantire continuità produttiva all’industria. Tutto ciò, però, sembra non sia bastato>. A concludere l’intervento un appello: <La strategia va rivista immediatamente perché le maestranze sono stanche di rimanere appese ad un filo. Il prossimo 21 dicembre incontreremo nella sede di Unindustria a Frosinone gli emissari del gruppo e faremo sentire la nostra voce ancora più forte>. CAP
