(di Alessandro Redirossi) Estendere la raccolta differenziata in tutta la città fra gennaio e luglio. Per arrivare al 65% della raccolta differenziata entro la fine del 2018. Questo l’obiettivo tracciato nel corso della presentazione odierna del nuovo servizio di raccolta differenziata appaltato per 5 anni dal Comune di Frosinone alla ditta De Vizia.

Il capoluogo ciociaro può dunque finalmente puntare a percentuali degne di differenziata, con oltre 10 anni di ritardo. Infatti, fra
scandali giudiziari che hanno riguardato l’affidamento dell’appalto di Frosinone nel 2013 e
contenziosi amministrativi la differenziata è rimasta al palo, con una percentuale irrisoria del 18% in città. E conseguenze importanti sulla tassa sui rifiuti Tari, che a Frosinone secondo Cittadinanzattiva arriva a superare i 380 euro per una famiglia media. Uno dei dati più alti in Italia. Ora con il recente affidamento alla nuova ditta, la De Vizia, si punta a cambiare registro.
TEMPI E MODALITA’
Nel corso dell’incontro stamattina alla Villa comunale i rappresentanti di Comune e De Vizia hanno spiegato che si partirà
subito con le
campagne informative nelle scuole e nei quartieri, con la distribuzione dei nuovi
kit e i nuovi
calendari per la raccolta differenziata. Dalla De Vizia hanno spiegato che, in caso di assenza dei cittadini negli orari di consegna, la ditta lascerà comunque dei riferimenti per ritirare eventualmente i materiali presso la sede di via Armando Vona. A fine gennaio si dovrebbe partire con la raccolta differenziata in alcune aree periferiche della città (si dovrebbe iniziare dall’area al
confine con Alatri). Il fine è quello di contrastare da subito il conferimento a Frosinone di rifiuti dai territori dei Comuni limitrofi. Per poi estendere progressivamente la nuova differenziata muovendosi
dalle periferie verso il centro della città a partire da
fine gennaio. L’ingegner
Antonio Spinelli della De Vizia spiega che ci vorranno
“fra i 3 e i 4 mesi per estendere la differenziata su tutto il territorio comunale”. Secondo l’assessore all’Ambiente
Max Tagliaferri da fine gennaio ci vorranno circa
6 mesi per andare a regime. “Se si parte a fine gennaio con le prime zone, a fine luglio si dovrebbe arrivare a far sparire i cassonetti dell’indifferenziata in città” dice Tagliaferri. Lo stesso assessore ha tracciato gli obiettivi. “Entro
dicembre 2018 puntiamo ad
abbattere la Tari del 10% e ad arrivare al 65% di differenziata”. Dalla De Vizia hanno anche spiegato che ci saranno
due isole ecologiche dove conferire anche i rifiuti non collocabili nella raccolta porta a porta (si pensi ad esempio agli ingombranti e ai Raee) . Un’isola si trova nella sede della ditta in via Armando Vona, l’altra verrà realizzata insieme al Comune nei pressi dell’ex Mtc (via delle Dogane). Verrà anche messa a disposizione dei cittadini un’app denominata “municipium” per seguire l’evoluzione del servizio e inoltrare segnalazioni. “Partirà immediatamente la fase di comunicazione rivolta a scuole e quartieri – ha detto il sindaco Ottaviani – Ci aspettiamo la collaborazione dei cittadini, in un’ottica in cui il rifiuto è una risorsa”.
L’OBIETTIVO DELLA CARD E LA STOCCATA ALLA SAF
Il sindaco ha detto che l’obiettivo sarà anche quello della creazione di una “fidelity card” per cui i cittadini possano spendere a livello di Tari in base a quanto differenziano. Un meccanismo per far risparmiare i cittadini virtuosi. Dal
Movimento 5 Stelle il consigliere Marco Mastronardi ha anche invitato il Comune a reprimere con fermezza le condotte irregolari. Invitando l’Ente a vigilare con attenzione sul rispetto del capitolato di appalto da parte della ditta affidataria del servizio. Da Ottaviani, infine, una
stoccata sulla Saf, la società partecipata da Comuni e Provincia presso la quale si conferiscono i rifiuti. “Non abbiamo interesse a rimanere nella Saf se quest’ultima continuerà a portare avanti la logica del rifiuto indifferenziato, invece di gestire la raccolta differenziata”. Ha espresso anche
contrarietà rispetto al fatto che presso gli impianti Saf possano
essere conferiti i rifiuti provenienti da fuori provincia.
Alessandro Redirossi