(di Alessandro Andrelli) “Parlare non è fatica e, soprattutto, non costa niente!” dicono da tempo i sorani commentando le chiacchiere di De Donatis e della sua maggioranza. Perché di fatto sono soltanto chiacchiere. È chiaro a tutti che i programmi elettorali, presto dimenticati e quindi completamente disattesi, sono stati promesse da marinaio, che i tavoli tecnici restano sogni e che i progetti sono mera teoria.
Insomma, per 18 mesi, filosofia tanta e fatti concreti zero, ad eccezione di un mezzo parcheggio brecciato (al palazzetto dello sport Polsinelli) e di un mutuo che, dopo aver indebitato i sorani per ben 500 mila euro, permetterà a tutti di giocare a golf. Ecco il guadagno ed ecco la crescita progettata per la città, ecco il vero cambiamento per cui i cittadini hanno votato De Donatis e la piattaforma civica (rilevatasi poi una mera scialuppa politica che affonda in un acquario): non vedevano l’ora di iniziare a giocare a golf! In città si dice che i sorani sono stati politicamente beffati ed ingannati da un sindaco che, “mettendosi tutti in petto”, davanti ad un problema in prima battuta dice “ci penso io!”; dopo qualche tempo aggiunge “non ti preoccupare!” ed alla fine conclude non rispondendo più al telefono. Prendendo in giro la stessa gente che lo ha votato (che riceve dopo attese di mesi!), De Donatis si limita a scrivere su un blocchetto bianco i problemi che restano lì, diventando sempre più grandi. Eppure, arrivati a scavare buche profonde e mai viste prima (Bruni in prima linea naturalmente!), il sindaco ed i suoi boys continuano ad impegnarsi per andare oltre e per superare se stessi, tagliando il traguardo dell’inverosimile. Decisi a generare e preservare soltanto un regime dittatoriale da KGB, in cui terrore, vendetta e sopraffazione (politica) sarebbero i protagonisti indiscussi dentro e fuori il palazzo, gli esponenti di maggioranza (con sindaco in testa) non hanno tempo per scadenze ed adempimenti normativi, volti a garantire la democrazia. Ma chi si sarà mai inventato la legge sulla trasparenza e sull’anticorruzione che ha fissato, al 30 novembre, la presentazione (e successiva pubblicazione) dei redditi delle persone chiamate ad amministrare una città? Alla data stabilita (con legge dello stato!) nessun reddito della maggioranza è stato pubblicato (mancavano anche 2 consiglieri di minoranza) (leggi qui). E così De Donatis ed i suoi disattendono ancora la legge, proprio loro che hanno un importante ruolo istituzionale e dovrebbero essere da esempio. Un comportamento che lascia riflettere e tanto pensare. Non dimentichiamo che parliamo dello stesso sindaco che con proprio decreto ha nominato dirigente il marito di una candidata nelle sue liste ed un funzionario che da circa vent’anni fa lo stesso lavoro con ruolo apicale. Il tutto in barba all’anticorruzione che è usata da questa maggioranza come pretesto per “fare fuori” qualcuno e viene dimenticata per magia per qualcun altro. Un giochetto (carta vinci e carta perdi) famoso e ripetuto spesso dagli esponenti del gruppo di governo, abituati a fare ed a dire quello che gli fa più comodo, pensando di avere diritto incondizionato su tutto e tutti, per portarsi avanti e per nascondere ciò che non si vuole far sapere. Peccato che il gioco sia ormai noto a tanti sorani e che le persecuzioni, mero giochetto di potere di chi è pronti a fare tutto per difendere il proprio operato (o c’è intenzione?), servano a poco. Sono arrivati alla frutta!!! Povera Sora! Davvero povera Sora, costretta persino a vedere “barattare” (così ci raccontano i cittadini) strisce pedonali rialzate, che sono peraltro ancora fantasia. Alla città non resta che piangere, vittima di una maggioranza che paga 10 mila euro un documentario che tanti (e neanche dipendenti comunali!) avrebbero fatto gratis e forse meglio, che retribuisce regolarmente un art. 90 che nessuno vede mai in comune, che sembra avere tra i propri conti, cifre da capogiro per realizzare e gestire un profilo facebook, nonostante in Comune ci sia un ufficio stampa e 2 persone assunte come staff del sindaco. Poi però non ci sono soldi per le strade piene di buche, per non far allagare la città solo dopo qualche ora di pioggia, per garantire che l’asilo nido mantenga gli stessi servizi, per dare assistenza a chi vive un periodo economico difficile. Questa è il governo De Donatis, così ha ridotto Sora! Ed il vice sindaco Baratta che fa? C’è qualcuno che lo ha visto? Defilato in ogni situazione, da tempo cercherebbe di nascondersi e di non far accendere su di sé i riflettori, perché senza luce si agisce meglio. Cosi “zitto zitto” sarebbe stato lui ad essere presente in Saf quando c’erano decisioni importanti da prendere (non era lui il delegato!) e si sarebbe dileguato nel momento in cui c’erano problemi da risolvere lasciando il timone nelle mani di Coletta (è di fatto lui il delegato e deve pur fare qualcosa, che cavolo!). “Furbetto” l’assessore!!! Peccato che Coletta non ci sta e, nonostante il suo ruolo consolidato di yes man (continua ad alzare la mano in consiglio quando gli dicono di farlo da buon scolaretto!), questa volta avrebbe detto basta ed avrebbe restituito la delega per la Saf. La città si chiede che parte metterà ora in scena De Donatis per convincere nuovamente Coletta a starsene buono. Lo ha raggirato “mettendoselo in petto” dopo avergli soffiato sotto il naso il posto di assessore. Ha continuato quando ha modificato in consiglio i regolamenti nonostante il suo parere contrario. Lo ha fatto ancora non pensandolo proprio quando, con l’ingresso in giunta della signora Taglialatela (ha garantito con la sua presenza la quota rosa), non ha mandato comunque via la Paolacci, ridando a Coletta il ruolo che gli spettava di diritto. E persevera con la storia Saf, di cui ha saputo tutto sin dall’inizio. Di fronte a questo ed a molto di più, la peggiore maggioranza che la città ricordi a memoria d’uomo, si è davvero rilevata “più peggiore” di quanto si potesse immaginare, affogata tra intrighi di palazzo e buchi neri. Peccato, però, che Sora ormai sa e vuole risorgere! Alessandro Andrelli
