Alatri – Reddito di inclusione, tutte le istruzioni per richiederlo

Andrea Tagliaferri
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Dal 1 dicembre è possibile avanzare la domanda per il reddito di inclusione (REI): si tratta della prima misura unica nazionale di contrasto alla povertà, a vocazione universale, voluta dal governo centrale.

A dir la verità– dichiara l’assessore Fabio di Fabio- essa amplia gli interventi già sperimentati con il Sostegno all’inclusione attiva (SIA), tuttora in corso anche per diverse famiglie della città. E’, dunque, una scelta di politica sociale che trova particolarmente favorevole l’amministrazione Morini che già, negli ultimi anni, aveva attivato interventi simili ma, ovviamente, con minori risorse. La misura si compone di due parti: un beneficio economico erogato attraverso una carta di pagamento elettronica ed un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà.  E’ stata individuata una platea abbastanza ampia di beneficiari, anche se non ancora esaustiva di tutti i casi di persone in povertà. In questa prima fase potranno accedere quei nuclei familiari con figli minorenni o con disabilità (anche se maggiorenni), con una donna in stato di gravidanza oppure con componenti disoccupati che abbiano compiuto i 55 anni. I nuclei, però, dovranno avere un valore ISEE non superiore a 6.000 euro e non dovranno superare ulteriori specifici valori patrimoniali e reddituali (case di proprietà oltre alla prima, autoveicoli, conti correnti, prestazioni sociali, ecc.) individuati per certificare la presenza o meno dello stato di indigenza. Il beneficio è commisurato al nucleo familiare e varia da un minimo di € 187,5 mensili (una persona sola) sino ad un massimo di € 485,41 mensili (cinque e più persone). L’intervento dura 18 mesi e potrà essere prorogato per ulteriori 12. La somma sarà accreditata sulla carta e potrà essere utilizzata per acquisti presso negozi alimentari e farmacie e per pagamento di bollette.  I Comuni, in forma associata, dovranno organizzare delle vere task force di operatori per prendere in carico i richiedenti, individuarne i bisogni attraverso una valutazione multidimensionale e concordare con essi il progetto di attivazione e inclusione sociale: condizione indispensabile per il prosieguo dell’intervento. E’ possibile presentare la domanda in Comune– conclude l’assessore ai servizi sociali- presso l’assessorato ai servizi sociali. Poi, sarà cura del comune trasferire i dati all’INPS che vaglierà i requisiti e attiverà la misura, accreditando la carta”. A.T.
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