Sora – Una città sotto l’… “effetto Morgana”

Irene Mizzoni
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(di Irene Mizzoni) Chiudono i negozi ma… è tutto ok. Sempre più case sono in vendita ma… è tutto ok. Manca il lavoro ma… è tutto ok. Manca l’acqua, tutti i santi giorni, ma… è tutto ok. Sempre più famiglie si indebitano ma… è tutto ok. La depressione, la droga, il disinteresse, l’abbandono: provate a parlare con il ragazzino che incrociate per strada, vi chiederete “ma dove sono finito?!?”. Provate a leggere le pagine di cronaca locale, vi chiederete: “ma che sta succedendo?!?”. Dal capitano di una nave ci si aspetta una rotta, una idea che aiuti il proprio equipaggio ad uscire dalla tempesta. Per una città, specie medio piccola, il capitano è il sindaco (e a seguire i suoi assessori/consiglieri) e quello di Sora, piuttosto che essere impegnato a risolvere le criticità, cioè i problemi urgenti dei propri cittadini, pare pensare soltanto ai grandi e futuristici progetti. Questo traspare nitidamente dalla narrazione Dedonatissiana. Con fare rilassato, il capitano traghetta la città in un quadro surreale, illusorio. Sora finisce sotto l’effetto Morgana.

Cos’è l’effetto Morgana? Vi è mai capitato, specie in una giornata estiva, di scorgere dell’acqua sull’asfalto che poi si è rivelata non esserci? Ecco, succede a causa dell’effetto Morgana. Morgana La Fata (la fata delle acque) è una dei principali antagonisti di Re Artù e soprattutto di Merlino, nelle leggende arturiane. Secondo altre leggende celtiche induceva nei marinai visioni di fantastici castelli in aria o in terra per attirarli e quindi condurli a morte. Ogni volta che dal Comune diramano note stampa dedonatis-trionfalistiche, mostrando quello che non è, il cittadino pensa piuttosto ai problemi, infiniti e irrisolvibili. Lo scollamento e il conseguente senso di abbandono, regnano. “Chissà se oggi riuscirò a farmi una doccia prima che tolgono l’acqua?”; “Chissà se questo mese riuscirò a pagare la rata?”; “Chissà se riuscirò a trovare lavoro?”. “No, non ce la faccio più a pagare tutte queste tasse, devo chiudere il negozio oppure fallisco!”. “Questo mese pago le bollette, il prossimo comprerò qualcosa per me e per i miei figli”. Questa è la realtà. E queste sono le questioni che danno senso al ruolo del sindaco. Meglio un sindaco “decrescente” che uno “attratto da Morgana”. La responsabilità del ruolo impone massima cautela. Il periodo di profonda crisi, richiede grandi doti. La condizione della città e dei suoi cittadini deve sollecitare la coscienza di chi, dall’alto del Comune, non può volgere lo sguardo altrove sognando la città ideale.
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