Il presidente Sante De Angelis: “Impegno oneroso, ma gratificante, sarà al servizio di Anagni e della cultura”
L’Accademia Bonifaciana cambia sede di rappresentanza. Sarà la storica Casa Barnekow, la cui antica tradizione ricorda che vi fu ospite alla vigilia del grande esilio, nel corso del primo anno giubilare del 1300 il sommo poeta Dante Alighieri, per incontrarsi con papa Bonifacio VIII. Da ieri, con la firma ufficiale degli atti da parte degli attuali proprietari i signori Maria Rosaria ed Oreste Cerasaro con il Rettore Presidente dell’Istituzione anagnina Sante De Angelis, l’immobile per i prossimi anni sarà amministrato e gestito dalla Bonifaciana. L’atto si è svolto, nella sede uscente in palazzo Dandini, che per quattro anni ha visto alternarsi fra le sue mura tutti gli ospiti dell’Accademia e del Premio Bonifacio VIII. “L’ ultimo atto ufficiale nella nostra attuale sede – ha detto il Rettore Presidente – non poteva non essere la firma per prendere possesso della nuova residenza accademica. Un bell’impegno oneroso, ma gratificante sotto tutti i punti di vista, in quanto la nostra nuova sede, è uno dei gioielli storici ed artistici della città e dell’intera Ciociaria. Un patrimonio di tutti, che cercherò in ogni modo di rivalutare, di ristrutturare in conformità con le indicazioni delle autorità dei beni culturali ed architettonici e di mettere a disposizione della collettività anagnina e non solo per tutte le iniziative culturali all’altezza della situazione”. La maestosa ed intrigante Casa Barnekow, ora sede della Bonifaciana Onlus, si erge di fronte alla chiesa collegiata di Sant’Andrea. Nel 1856 la sua foggia colpì lo studioso tedesco Ferdinand Gregorovius che, sedutosi su un banco di pietra nelle vicinanze, ne fece un disegno, riproducendone le fattezze. L’edificio, in un documento del 1280, era di proprietà di un certo Stefano Thomasi de Cinzio. Dai documenti successivi sono noti diversi proprietari: la casa è citata come Loggia Battistelli, Casa Gigli nell’Ottocento, e Tomasi successivamente. Appartenne anche al noto artista anagnino Tommaso Gismondi che ne fece un’area espositiva delle sue opere e ne curò un parziale restauro. Il nome le deriva dal barone Albert von Barnekow, un pittore svedese che vi si stabilì a metà dell’Ottocento dopo aver sposato una sua modella di origine anagnina. Convertitosi al Cattolicesimo, volle celebrare questo passaggio alla nuova religione con una serie di affreschi ed iscrizioni posti sulla facciata. Le epigrafi, scritte in varie lingue e sollecitate da un forte fervore religioso, sono di difficile interpretazione, spesso anche enigmatiche. La casa colpisce per le sue fattezze che richiamano le logge del viterbese. Si tratta di una costruzione a più piani, con una scala esterna incorniciata da due ampie arcate a tutto sesto con una colonna centrale e dei pilastrini laterali. A pian terreno, nel sottoscala, la porta a sesto ribassato è un’apertura moderna. Sopra le arcate si sviluppa una decorazione ad archetti sostenuti da piccole mensole. Dopo un periodo di sistemazione interna e di ripulitura dell’immobile, la sede della Bonifaciana, che verrà inaugurata con una solenne cerimonia, che sarà l’inizio dei festeggiamenti del quindicesimo di fondazione, sarà aperta anche per le visite ai cittadini e ai turisti che ne faranno richiesta.
