Editoriale – Sora, in Comune saltano i nervi… arriverà ancora altro!

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) “Excusatio non petita, accusatio manifesta (chi si scusa si accusa)!” questo pensano i sorani di fronte agli infiniti articoli, alle interviste, alle lettere ed alle manifestazioni di solidarietà che hanno portato i De Donatis’s boys, il banditore che urla, strilla e sbraita senza dire niente tra il riso ed il pianto, ed il sindaco in persona negli ultimi due/tre giorni a scendere in campo spiegando tutte le forze.

Obiettivo: riempire ogni mezzo di comunicazione possibile ed immaginabile di giustificazioni sul proprio operato nonché di accuse verso il restante mondo intero, farneticando spesso cose senza senso (il primo cittadino se la riprende, e non è la prima volta, persino con i corvi, razza di pennuti che sembra conoscere benissimo!) in un delirio davvero privo di lucidità (parla addirittura di “vendette” orchestrate per contrastare fantomatici finanziamenti per Sora, senza neanche rendersi conto che la denuncia per i presunti illeciti sulle nomine delle dirigenze è stata fatta circa 9 mesi fa!). Una scena patetica, tanto triste quanto ridicola, che manifesta chiaramente come Sora sia caduta in basso, nelle mani dell’unico gruppo di governo che, raggiunto il fondo, ha avuto la capacità di iniziare a scavare “usando addirittura una trivella!”, per creare una fossa ancora più grande in cui seppellirsi ogni giorno di più. Sono stati proprio gli stessi De Donatis’s boys, nell’ultima settimana, a diffondere in tutta la città chiacchiere senza fine, quasi contenti di raccontare ovunque i pettegolezzi delle stanze del potere. Si dice chiaramente e in comune, oramai allo sbando da 17 mesi perché affogato nelle incapacità della peggiore amministrazione che Sora abbia mai avuto la possibilità di vedere a memoria d’uomo, si è potuto assistere all’inverosimile. Supereroi volanti schiantati a terra con le stesse ali di Icaro, carrozze trasformate in zucche, “Maradoni” che si sono rivelati “Schettini”, soggetti adorati come divinità che sono immediatamente diventati meno di semplici mortali. Non sono mancati in città i racconti, dettagliati e pieni di particolari, anche su un violentissimo scontro che sarebbe avvenuto tra De Donatis ed il segretario (dicono a più riprese e con toni molto forti, fino ad arrivare quasi alle mani), così come che il primo cittadino sia davvero fuori di sé ed oramai sia arrivato “alla frutta” in ogni senso. Si racconta che il segretario si sia messo in ferie “sine die” e che la maggioranza, non potendo fare altro, si sia adoperata per trovare un suo sostituto, che potrebbe addirittura prendere servizio domani. Cosa sia vero e cosa sia inventato delle chiacchiere dei De Donatis’s boys, che tanto rattristati non sono sembrati, non è dato saperlo. Sta di fatto che parlano, parlano e continuano a parlare! Si continua a ripetere che la notifica dei 4 avvisi di garanzia avrebbe fatto tremare il palazzo. Strano! Perché la storia delle “presunte” irregolarità sulle nomine dei dirigenti era nota a tutti da tempo. Già nell’editoriale del 29 gennaio (leggi qui), riportammo la vicenda che era di dominio pubblico. Tutta la città sembrava conoscere i nomi dei vincitori molto prima della fine dei giorni di pubblicazione del bando di concorso ed in tanti (molti, anzi troppi!, De Donatis’s boys) si sentivano titolati a ciarlare per strada ed a vantarsi di ciò che stavano facendo. Neanche di fronte ad un’interpellanza seria e puntuale come quella inoltrata dalla minoranza (leggi qui), la maggioranza non ebbe il buon senso di fare marcia indietro. I nomi dei dirigenti restarono quelli e, così, il Comune ebbe al Settore Finanziario chi già da quasi vent’anni occupa quel posto con ruolo apicale (dirigente o posizione organizzativa) in barba ad ogni legge sull’anticorruzione e all’Ufficio Condono/Vigilanza il marito di una candidata delle liste di De Donatis nell’ultima elezione comunale del 2016. Le grosse irregolarità rilevate dalla minoranza (leggi qui), la denuncia inoltrata a tutte le figure competenti, e l’arrivo dei carabinieri in Comune (leggi qui), con il relativo sequestro degli atti, non ha bloccato l’operato del sindaco che è andato comunque avanti. Non si comprende quindi oggi perché tanta meraviglia e tanta necessità di giustificazione mediatica da parte del primo cittadino e dei De Donatis’s boys di fronte al fatto che la magistratura stia valutando ed approfondendo le “presunte irregolarità”. Con un progetto di informazione studiato ad hoc, il primo cittadino è stato dipinto dai suoi e si è dipinto da solo (come è bravo a mettere in petto anche se stesso!), come un martire (poverino!), quando invece sapeva bene, e da sempre, cosa gli veniva ufficialmente contestato e con grande “strafottenza politica” si sentiva superiore ed onnipotente, deridendo tutto e tutti. Che il sindaco abbia memoria molto corta, soprattutto nelle cose che gli fanno comodo, è oramai noto a tutti da tempo. Basti ricordare la dichiarazione rilasciata alla conferenza stampa della Globo Volley circa dieci giorni fa. In essa traspariva un amore incondizionato e senza fine nei confronti della prima squadra di pallavolo e dei tifosi, quando solo a luglio scorso, insieme a tutta la sua maggioranza, diceva o lasciava dire l’inimmaginabile mettendo sorani contro sorani, senza ritegno e senza dignità politica. Una vergogna che vede la città di Sora precipitata in una mediocrità senza fine, che porta a sbandierare un mutuo (che indebita tutti i cittadini per tanti anni futuri) ottenuto per la costruzione di un campo da mini golf per un finanziamento, o a vantarsi per meriti non propri ma mera conseguenza degli iter tecnici-amministrativi intrapresi dalla passata amministrazione (come quelli relativi alla stabilità dei solai che hanno permesso di ottenere i tanto decantati finanziamenti per le scuole o quelli relativi alla sicurezza stradale che permetteranno la sistemazione di via Cellaro). Non va! Questo sindaco proprio non va! Così impegnato a parlare, a parlare ed ancora soltanto a parlare senza niente fare! Per quanto ci riguarda, con il massimo rispetto nei confronti delle istituzioni e dell’operato della magistratura, restiamo in silenzio certi che chi di dovere eseguirà il proprio lavoro verso la direzione corretta, perché la giustizia arriva sempre ed arriva per tutti. Alessandro Andrelli
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