(di Anna Ammanniti) Sono ormai sparse dappertutto le scritte vandaliche, i disegni, gli slogan, i pensieri che deturpano diversi monumenti della città. I più “gettonati”, presi di mira in questo periodo sono sicuramente il Parco della Rimembranza, gli Arcazzi e Porta Cerere, protagonisti di gesti incivili senza senso.
“Anagni, Parco della Rimembranza, inizio lavori settembre, ad oggi nuovamente r-imbrattati. La loro arma un pennarello o una bomboletta spray. Non capiscono l’importanza e la potenzialità di una parco come questo, non conoscono la difficoltà nel rimuovere una scritta vandalica, non immaginano quale è la spesa per il lavoro svolto, ma sicuramente hanno bisogno continuamente di ricordare quale è il loro pseudonimo: SMELLA, SANKE, LYLS,SPC,SMILE, NICCO, TNB …..” Le parole di Sara Migliorini, scritte su un social network, dopo aver lavorato per più di un mese nella Parco della Rimembranza, devastato da scritte di ogni tipo. I Il Parco della Rimembranza, sottostante a piazza Cavour è luogo di ritrovo di tanti ragazzi, di diverse età, ma purtroppo anche meta di scritte che deturpano gli antichi muri e la fontana. Il Parco resta seminascosto alla vista dei passanti e favorisce le più differenti azioni. Abbiamo incontrato Sara Migliorini, che si sta occupando del restauro del Parco della Rimembranza, degli Arcazzi e di Porta Cerere. Sara sta lavorando nel Parco da metà settembre ed ha “raccolto” prima di cancellare, le diverse scritte vandaliche che offendono la storia, alcune delle più vecchie erano datate addirittura 2010. Un vero e proprio degrado e il non rispetto degli antenati. L’incarico di ripulire è stato conferito dall’Ufficio Patrimonio a Sara Migliorini, tecnico del restauro affreschi e materiali lapidei. Sara Migliorini spiega che le scritte vandaliche sono state realizzate con bombolette spray e pennarelli di diversi colori su materiali estremamente porosi che ne hanno favorito l’assorbimento. L’asportazione di tali graffiti risulta essere, per questo motivo, un’operazione abbastanza complicata. “Si procede, dopo aver rimosso il pulviscolo atmosferico, con l’applicazione localizzata di un solvente in gel a pennello che, penetrando nei pori e restando più tempo in superficie, permette di sciogliere lo spray; successivamente si procedere con l’asportazione del gel, e quindi elle scritte, con l’ausilio di spazzole e idropulitrice a caldo. A volte è stato necessario ripetere più volte l’operazione data la tenacia delle scritte. Per preservare le superfici trattate e proteggere le superfici in pietra del Parco della Rimembranza, dopo averle accuratamente pulite, verrà applicato un opportuno protettivo antiscritta, compatibile e reversibile, che faciliterà l’asportazione di futuri graffiti.” E’ una lavoro meticoloso, faticoso e parecchio costoso. Costi che inevitabilmente ricadono sulle spalle di tutti i contribuenti, quindi sarebbe un bene ricordarselo prima di imbrattare un monumento. Sono magari auspicabili maggiori controlli, affinché si limiti e si scongiuri l’azione di questi vandali, anche con qualche telecamera in più nei punti sensibili. Il Comune sta provvedendo a risistemare l’illuminazione per rivitalizzare non solo i punti ambientali e storici ma anche per tutelare i ragazzi che frequentano il parco. Sara Migliorini, di Isola Liri ma di fatto anagnina di adozione, si è trasferita nella città dei papi da bambina. Ha iniziato ad apprezzare l’arte dai tempi del liceo scientifico, poi ha frequentato il corso Tecnologia per il restauro a Firenze, il suo sogno è sempre stato quello di riportare le opere al loro splendore. Dopo Firenze si è trasferita a Cremona dove frequentava una scuola per tecnica di restauro con la specializzazione in affreschi e stucchi. Dopo diverse esperienze maturate in giro per la penisola, è tornata ad Anagni, nei luoghi in cui è cresciuta. Il suo sogno più grande è restaurare Casa Barnekow e la fontana del Parco della Rimembranza, mancante di un pezzo di viso, una mano e una parte di coda. Il suo messaggio ai vandali che deturpano i monumenti: “Rispettare la propria città significa rispettare se stessi, rispettare la propria cultura e storia. Chi non rispetta è perché non ha rispetto di se stesso. Bisognerebbe iniziare dalle scuole a sensibilizzare i ragazzi, far capire cosa significa asportare scritte vandaliche. Attraverso i progetti alternanza scuola – lavoro, si potrebbe far togliere le cartacce e quant’altro per tenere pulito un posto pubblico, affinché ci si pensi bene prima di compiere gesti vandalici. “ Anna Ammanniti



