Calcio – Il Presidente Stirpe sulle dimissioni di Tavecchio e sulla crisi del sistema “pallone”

Alessandro Andrelli
3 MIn Lettura
(di Alessandro Andrelli) Il problema non si risolve facendo dimettere Tavecchio. Non c’è un progetto innovativo. C’è stata voglia di giustizialismo, come in Italia sta succedendo da tempo, non solo nel calcio. Ripartiremo da queste dimissioni”. Così il presidente del Frosinone Calcio in chiusura della conferenza odierna presso lo stadio Stirpe in merito al crowdfunding e il finanziamento da parte dei tifosi (leggi qui). Il presidente Stirpe, si è soffermato poi sulla questione “crisi” del sistema calcio.

“Occorre una più equa ripartizione delle risorse da parte del Governo. Non riusciamo a dare risposte a questo mondo. C’è il problema dei vivai. C’è il problema delle infrastrutture. Poi c’è la composizione del Consiglio Federale con una ripartizione assurda che non tiene conto delle leghe di appartenenza. L’ultimo problema, ma non di meno importanza, è la legge 91, quella che regola i contratti dei giocatori. Tommasi e Ulivieri, responsabili di giocatori e allenatori, se davvero si dovesse seguire una logica giustizialista, dovrebbero seguire Tavecchio nelle dimissioni. Come sono tutelati i giocatori, nessuno è tutelato. Avevamo una squadra inferiore alla Svezia, ecco perché siamo usciti dai playoff Mondiali. Io in passato non ho dato il mio voto a Tavecchio (voto Abodi), ma ora non sono qui a “sputare” veleno su di lui. Occorre cambiare le regole, ma bisogna averne la volontà e occorre un progetto, che al momento non vedo”. Però in questi anni, a ragion del vero, ne la Lega A ne la Lega B hanno espresso un presidente eletto, entrambe sono commissariate: “Questo è verissimo. Ad una minoranza viene dato il potere di veto in ciascuna delle due leghe. Giovedì ci sarà l’elezione del nuovo presidente di B e dopo il cambio dello statuto sono certo che ci sarà anche per questo campionato una svolta. Ora potremo esprimere una governance ed eleggere il nostro presidente. Anche in Lega A sono riusciti ad approvare lo statuto. Ora sarà più semplice rispetto a qualche mese fa, almeno credo, anche qui. A livello federale, poi, occorre l’intervento del Coni, e dunque, del Governo, che deve avere la volontà di ripartire da zero con un progetto serio”. Alessandro Andrelli
Condividi questo articolo
Nessun commento