Fiuggi – Casa Riposo Hermitage, CGil: “Lo stipendio è un diritto, senza ricatti”

Anna Ammanniti
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Il segretario generale della Funzione Pubblica CGIL Frosinone e Latina, Giancarlo Cenciarelli, sull’argomento stipendio al personale della Casa di Riposo Hermitage, afferma ancora decisamente che è giusto corrispondere il giusto stipendio alle lavoratrici e stupisce il fatto che il gestore della casa, il Consorzio Valcomino, abbia dichiarato che ci saranno dei possibili licenziamenti, per far fronte alla “presunta” crisi economica.

“È singolare che, mentre le lavoratrici protestano quasi in silenzio per non generare clamore attorno alla vicenda, sia proprio il gestore a gettare discredito sul servizio, parlando di crisi economica ed addossando la responsabilità dei ritardi cronici nel pagamento degli stipendi a presunti utenti morosi. Tutto ciò ci spinge a temere un futuro incerto non solo per le lavoratrici ma per il servizio stesso. Pertanto, come FP CGIL, rinnoviamo la richiesta al Commissario prefettizio del comune di Fiuggi di un intervento tempestivo, anche al fine di rasserenare il clima e permettere alle operatrici di continuare a lavorare con la dovuta tranquillità d’animo necessaria per operare con utenti fragili come gli anziani ospitati. Troppo comodo nascondersi dietro il dito di una presunta crisi economica quando un lavoratore chiede di essere pagato. Chiunque abbia pratica di servizi ad utenti anziani sa che, difficilmente, tali servizi operano sempre al massimo della capienza in quanto vi è, purtroppo, un naturale ricambio di utenti. Il compito dei gestori di questi servizi è, soprattutto, quello di mettere in campo strategie per attirare nuovi utenti in ricambio di chi, per esempio, non può essere più ospitato perché non più autosufficiente. Ovviamente saremmo curiosi di conoscere quali strategie o investimenti  ha messo in campo, in questi anni, il gestore per rendere più appetibile, per gli utenti e le loro famiglie,  il servizio offerto nella struttura, fermo restando che, riteniamo utile ribadirlo ancora una volta, come qualità del lavoro delle operatrici non vi sia nulla da aggiungere. Come organizzazione sindacale però, visto quanto riportato nel comunicato del Consorzio Valcomino, non possiamo esimerci dal sottolineare che, lo testimoniano gli estratti conto delle lavoratrici e le nostre numerose lettere di sollecito, dal 2015 il gestore non abbia mai accreditato con regolarità lo stipendio alle lavoratrici, neanche quando, spesso, la struttura ha operato al limite della capienza. Ad oggi le lavoratrici hanno maturato e non percepito, da parte della Cooperativa La Ginestra, il saldo del mese di luglio, l’intero mese di agosto, l’intero mese di settembre e l’intero mese di ottobre (che dovrebbe essere liquidato, al limite, entro il venti del mese corrente). Tutto ciò, a nostro parere, non sembra testimoniare il pieno rispetto del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per le Cooperative Sociali. Alla stessa maniera non possiamo esimerci dal sottolineare che le lavoratrici, dopo due anni, non hanno ancora avuto saldato tutto il TFR dalla Cooperativa “Le Radici”. Tale Cooperativa ha gestito, fino a luglio 2015, la Casa di Riposo Hermitage di Fiuggi sempre per conto del Consorzio Valcomino. Auspichiamo che il Consorzio Valcomino e la Cooperativa La Ginestra pongano fine a questa querelle saldando il pregresso alle dipendenti, senza scadere in minacce più o meno velate ed auspichiamo che il Comune nella persona del Commissario, soggetto proprietario del Servizio, si assuma l’onere di verificare quanto più volte abbiamo segnalato e circostanziato. In assenza di ciò ci vedremmo costretti a procedere con forme di protesta più evidenti, calendarizzando iniziative di presidio sotto il Comune e portando la protesta delle lavoratrici anche sotto la Prefettura di Frosinone perché lo stipendio, dopo aver lavorato, non può essere merce di scambio o oggetto di alcuna forma di ricatto.” Il Consorzio Valcomino comunque conferma che i licenziamenti annunciati sono giustificati e saranno immediati. “L’annuncio dei licenziamenti non va interpretato, come fa la Cgil, come una velata minaccia, ma come la conseguenza di uno stato di crisi indotto da fattori esterni, dal mercato, ma soprattutto, e questo lo ribadiamo con fermezza, da una presenza media nell’ultimo anno di utenti intorno alle 30 unità a fronte delle 37 previste da Capitolato. Invero, le entrate si sono ridotte del venti per cento mentre i costi del lavoro per via degli scatti di anzianità maturati e dei livelli professionali assicurati con il cambio appalto sono aumentati. Nonostante questo, i livelli occupazionali non sono mai stati infranti. Non si tratta affatto di minacce, quindi, ma della necessità di un riordino aziendale per contenere le spese e realizzare una maggiore competitività di tutta l’organizzazione evitando che collassino tutti i posti di lavoro, anziché ridurne un paio in eccesso e in settori consentiti. Anche la Cassazione ha ribadito che è possibile licenziare il personale quando la decisione è conforme a quel generale criterio di razionalità economica imprenditoriale ribadito nella definizione civilistica di “imprenditore”. E il mondo della cooperazione sociale si rifà interamente a quei principi, perché un’impresa se non è razionale e responsabile, oltre che prudente e professionale, può provocare inutili sprechi e disastri irrecuperabili sia per i lavoratori, ma qui, anche per utenti particolarmente suscettibili e vulnerabili come sono gli anziani. Valuteremo comunque, anche la soluzione di adibire i dipendenti in eccesso ad altri luoghi di lavoro per le stesse mansioni e allo stesso orario, per cui ben vengano i presidi di protesta a cui non faremo mancare la nostra accorata partecipazione, ma ben più importanti sono le soluzioni concrete senza ventilare, come fanno spesso i sindacati, vuote promesse che non hanno alcuna consistenza. Sul discorso stipendi, sono in corso le liquidazioni delle spettanze dovute, tuttavia, le due mensilità di stipendio arretrate non devono destare allarme data la solidità patrimoniale ed economica del Consorzio Valcomino, ben conosciuta dai lavoratori e dalle stesse organizzazioni sindacali.” Anna Ammanniti
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