Prima l’Arpa Lazio. Ora anche la Direzione Politiche Ambientali e Rifiuti della Regione Lazio. Destinataria di due lettere la SAF di Colfelice. Oggetto della questione alcune presunte violazioni nelle prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. E a rimarcare ancor di più questo stato di cose, ricostruendo l’iter completo della situazione, arriva anche la dura presa di posizione del Comune di Colfelice, molto polemico nei confronti di Mauro Vicano, presidente – rappresentante della SAF.
Questa la ricostruzione che si evince nella nota diffusa dal comune: <Si ricorderà che con nota del 17 ottobre scorso, indirizzata anche al Comune di Colfelice, l’ARPA Lazio – Sezione Provinciale di Frosinone aveva comunicato di aver accertato violazioni dell’art. 29 a carico di Mauro Vicano, presidente – rappresentante della SAF di Colfelice (… ora dimissionario). Il verbale di accertamento specificava che erano state violate le prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata con Determinazione Regionale n. B01284 del 5.3.2012 dal momento che il personale tecnico di ArpaLazio, a seguito di sopralluoghi effettuati presso l’installazione della Società in Colfelice ha verificato il mancato rispetto delle prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per: aver violato la prescrizione n. 96: in quanto gli scarichi denominati AD1 e MN5 non risultavano individuati tramite apposita cartellonistica come invece previsto dalla prescrizione n.96 dell’Allegato Tecnico alla Determinazione regionale n. B 01284 del 5.3.2012 e s.m.i.; aver violato la prescrizione n.81: in quanto non tutti i pozzetti fiscali di campionamento presenti nell’Installazione sono dotati di campionatore automatico programmabile a tempo indeterminato, refrigerato, autopulente, inamovibile, sigillabile, come invece previsto; aver violato la prescrizione n. 83: in quanto non è stata rispettata la frequenza di campionamento semestrale dello scarico MN5 prevista dalla prescrizione in oggetto; aver violato la prescrizione n. 3 delle condizioni generali: in quanto la Società SAF SpA non ha sempre rispettato quanto previsto nel PMeC allegato alla Determinazione Regionale n.B01284 e s.m.i., come puntualmente riportato nella Relazione Tecnica predisposta da ArpaLazio; aver violato le prescrizioni n. 73 e 75: in quanto la Società SAF SpA nella determinazione dei metalli non ha applicato il metodo di prova prescritto e ha utilizzato, nella determinazione dell’HBr e delle Ammine alifatiche ed aromatiche, metodi di prova non approvati da ArpaLazio>. Continuano dunque dal Comune: <Pertanto per Mauro Vicano, rappresentante della SAF, si è configura il concretizzarsi delle violazioni punite, ai sensi dell’art. 29-quattuordecies comma 2 del D. Lgs. 152/06 s.m.i., con la comminazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da € 1.500 (millecinquecento) a € 15.000 (quindicimila). Il verbale stabiliva che all’irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria, per il combinato disposto del comma 12 dell’art. 29-quattuordecies del D. Lgs. 152/06 s.m.i. e dell’art. 2 della Legge Regionale del Lazio 05/0711994. n. 30, provvede il Comune di Colfelice e che, ai sensi e per gli effetti di quanto stabilito dal Il comma dell’art.29 – quattuordecies del D. Lgs.152/06 e s.m.i., non è ammesso il pagamento in misura ridotta di cui all’art. 16 della Legge 24.11.1981 n. 689. L’ArpaLazio faceva presente, inoltre, che delle violazioni di cui sopra è stata data informazione, per gli adempimenti di competenza previsti dagli artt. 17 e 18 della Legge 24.11.1981, n. 689, sia la Regione Lazio – Direzione Urbanistica, Mobilità e Rifiuti – Area Ciclo integrato dei rifiuti che il Comune di Colfelice. La nota dell’Arpa, data 17 ottobre 2017, era stata rimessa, oltre che al Rappresentante SAF e al Comune di Colfelice, alla Regione Lazio – Area Federalismo Fiscale e alla Regione Carabinieri Forestale Lazio – Gruppo Frosinone NIPAFC e fa riferimento a una nota del Commissario Giudiziale SAF Dott. Luigi Palumbo e a precedenti note della stessa Arpa (dal 10.2.2017 al 23.8.2017)>. Concludono i rappresentanti del Comune di Colfelice: <Il Comune di Colfelice aveva fatto rilevare che le violazioni e le criticità rilevate da Arpa Lazio avevano documentato in modo ineccepibile che l’impianto SAF non è affatto un modello di lavorazione dei rifiuti da decantare e portare ad esempio, come pervicacemente sostenuto dagli amministratori e dai tecnici della Società. Al riguardo, proprio a seguito della sopra indicata nota della Regione, il Presidente SAF aveva riferito ai giornali che le contestazioni dell’ARPA erano ano solo marginali e trascurabili… . Ora, invece, la Regione Lazio – Direzione Politiche Ambientali e Rifiuti, con nota del 13 novembre 2017, valuta “gravi” le violazioni dell’ARPA e invita ad adottare i provvedimenti consequenziali. A buon intenditor>. CAP
