Sora – Piove, la città si ritrova a “Waterworld” e il sindaco fa splash!

Irene Mizzoni
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(di Irene Mizzoni) Chissà quanti sorani hanno visto  “Waterworld – Mondo Sommerso”? Un film del 1995 con protagonista Kevin Costner.

E’ una pellicola interessante: film ambientato molto dopo lo scioglimento delle calotte polari nel 21esimo secolo, cioè quando il pianeta è quasi totalmente sommerso dalle acque: un cataclisma causato dall’innalzamento della temperatura che ha portato alla sparizione dei ghiacciai polari ha inghiottito tutti i continenti. La popolazione superstite è piombata in una sorta di Medioevo. In questo mondo marino naviga solitario il mutante Mariner. Quando raggiunge una città-atollo galleggiante, dove vivono Helen e la piccola Enola, Mariner scopre che la bambina ha tatuata sulla schiena la mappa per Dryland, che la leggenda narra sia l’unico lembo di terra asciutta scampata al terribile cataclisma. Assieme alle due, si metterà alla ricerca di essa, tallonato a sua volta dagli Smokers, predoni del mare guidati dallo spietato Diacono, anch’egli in cerca della mitica Dryland. Ogni volta che in città piove e si allaga praticamente (e vergognosamente) tutto, a noi disillusi viene in mente questo film. Basta una goccia e Sora viene teletrasportata nel futuro apocalittico di Waterworld. Tutto si allaga.  Siete usciti ieri pomeriggio? Avete provato a fare un giro in macchina? Strade e case allagate, pozzanghere ovunque. E che dire dello Stadio Tomei? E’ questo il quartier generale del “mondo sommerso”: acqua fino a raggiungere l’anima! <<L’Amministrazione De Donatis – ricorda qualcuno che frequenta il tempio volsco – sei mesi fa aveva promesso interventi…parole, soltanto parole!>>. Una situazione assurda perchè basterebbe un pò di manutenzione, a cominciare dalla pulitura delle caditoie. E invece no, meglio aspettare che succeda qualcosa! Nel frattempo, una cosa di certo è successa: il sindaco e la sua amministrazione hanno fatto splash! Che vuol dire? Dal dizionario, Splash: Voce onomatopeica, nel linguaggio dei fumetti, forma grafica che riproduce il tonfo di qualcosa che cada in acqua. Con funzione di sost., nell’espressione fare splash, fare un tonfo, con il duplice sign. di «fare colpo, fare sensazione», oppure di «fare fiasco, fare fallimento», diffuso in Italia soprattutto dal titolo di un film del regista Maurizio Nichetti del 1980 («Ho fatto splash»). E a noi? Acqua, pioggia, sudore, lacrime, acqua…non ci resta che piangere!              
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