Editoriale – Sora, l’ammucchiata nel “lettone” di De Donatis

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) Lunedì 9 ottobre l’assessore Stefano Lucarelli protocollava le sue dimissioni. Noi di Tg24.info le avevamo preannunciate in anteprima il giorno prima in un editoriale (leggi qui), perché la notizia rimbombava dalle stanze del potere e rimbalzava di bocca in bocca, tra lo scherno, la gioia ed i festeggiamenti di quelli considerati “amici”.

Da quel giorno ad oggi, sulla scelta del nuovo assessore, sono stati pubblicati innumerevoli articoli e lunghi dibattiti sul web, fino ad arrivare a curiosaresotto le lenzuola della Giunta De Donatis. Proprio lì sotto, pur restando il nome del nuovo assessore ancora un tabù, invece di un letto, si è scoperto un lettone. C’è chi entra e c’è chi esce, c’è chi si pensa protagonista e chi si accompagna, c’è chi prova un “amore” totalizzante e chi si adegua alla situazione non sperando di più. C’è poi chi, come il PD, si accontenta di far la parte dello scendiletto. Insomma un traffico inaspettato e mai visto, dove le chiacchiere e la faccia d’angelo di De Donatis sono famose per rimbambire e confondere, perché capaci di far sentire ogni partner protagonista indiscusso. Il primo cittadino continua a destreggiarsi tra bugie strappalacrime e storie di un destino crudele, a chi dà ed a chi promette, facendo passare per vero ciò che vero non è e mai sarà. Da alcuni (sono rimasti davvero in pochi!) riesce ancora a farsi credere, con il suo modo di fare da buono e con lo sguardo innocente con cui vuole apparire povera vittima delle circostanze. Così, nonostante i tanti mesi trascorsi ed il suo “fare niente per Sora e per i sorani”, ha ancora la faccia di bronzo (politica s’intende!) di impersonare la parte che lo portò a creare la piattaforma civica più sgangherata della storia della città, rilevatasi da subito una mera pedana ed alla fine soltanto una fatiscente scialuppa, in procinto di affondare in mezzo ad acquario melmoso. Sta di fatto che tra Abbruzzese, Schietroma, Nencini, il Partito dei Sindaci e Gentiloni da una parte, la sua maggioranza senza arte né parte (sempre politica si intende!), dall’altra una città intera rasa completamente al suolo in soli 17 mesi davanti e l’ombra della Paolacci dietro, il sindaco non sa più a chi dare i resti. Le bugie si accumulano e diventano montagne, così quando si devono tirare le somme i conti non tornano e non tornano da nessuna parte. Il nome dell’assessore è un mistero. Gli schieramenti politici per le prossime regionali sono un puzzle spezzettato che lascia mal presagire. Dei tanto decantati finanziamenti nemmeno l’ombra, ad eccezione di quelli ottenuti dall’amministrazione Tersigni che, in alcuni casi, hanno rischiato anche di essere persi. Di fatti concreti da parte dell’Area Lavori Pubblici solo la consegna dei lavori per le scuole di Chiesa Nuova e Schito-Vicenne, il tutto ad inizio anno scolastico ed a quasi 12 mesi dall’aggiudicazione (il finanziamento è stato ottenuto dal sindaco Tersigni e le procedure di gara si sono concluse nell’autunno 2016), l’appalto per la messa in sicurezza del Palazzo degli Studi all’1,50% di ribasso per circa 1 milione di euro di lavori e l’appalto della salita dell’ospedale (entrambi i finanziamenti sono stati ottenuti sempre dall’amministrazione Tersigni e rischiavano di essere persi!). Sora giace abbandonata a se stessa tra immondizia e sporcizia ovunque ed i cittadini, divenuti cacciatori di topi, si postano su Facebook con i trofei di caccia nelle mani. Non si conoscono più i significati di ambiente, decoro urbano e verde pubblico. La città incolta ed abbandonata appare come una giungla ovunque. L’ospedale e le sue problematiche giacciono nel silenzio più assordante ed il trasferimento di una grande professionista, dal nostro presidio a Roma, non ha scalfito minimamente il presidente alla commissione sanità che, da quando è in maggioranza, tace e non è più propenso a scioperi ed occupazioni come negli anni passati. Del settore cultura è meglio non parlare (leggi qui) perché viene solo da piangere ed in merito al sociale la realtà che vive la gente è disarmante di fronte ad un settore né incisivo e né risolutivo. Tacere sulle altre deleghe è semplicemente “pietas“. Cosa farà De Donatis in mezzo a tutta questa bufera? Unica possibilità è andare “piano” e continuare a tenere tutti nel lettone, sperando che nessun “pupo” si accorga di essere mera pedina del “puparo” che cammina verso il suo personale traguardo e che taglierà solo per sé. Alessandro Andrelli
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