Con quell’assunzione in Fiat Chrysler nello stabilimento di Cassino gli 832 giovani pensano di aver raggiunto la tranquillità lavorativa: il tanto agognato posto fisso nel colosso dell’automotive, invece è arrivata la doccia fredda perché nessun contratto è stato trasformato a tempo indeterminato come avevano chiesto i sindacati. Fca ha confermato solo 300 operai per altri tre mesi, fino al 31 gennaio 2018. Gli 532 sono tornati disoccupati.
“Il mancato rinnovo è stato dovuto a una minore produzione, a causa del calo dei mercati cinese e americano, dei modelli Alfa Romeo, Giulietta, Giulia e Suv Stelvio”. Così la direzione Fca di Cassino ai sindacati Fim Cisl, Uil, Fismic, Ugl e Fiom Cgil. “La Fiom – è stato spiegato dal s – ha proposto la stabilizzazione di tutti i lavoratori ma la direzione aziendale ha deciso di non rinnovare i contratti. La Fiom ritiene il mancato confronto con tutte le organizzazioni sindacali e i lavoratori fino al giorno della scadenza come inaccettabile. Il polo del lusso Mirafiori-Grugliasco-Cassino-Modena, che avrebbe dovuto garantire il rilancio di tutti gli stabilimenti, è invece il punto di forte debolezza che si sta scaricando sui lavoratori. E’ sempre più necessario un tavolo di confronto nazionale con istituzioni, azienda e sindacati sul futuro produttivo e occupazionale”. “Da metà settembre – hanno il Segretario Nazionale Fim Cisl Ferdinando Uliano -dalla abbiamo avuto segnali preoccupanti che ci hanno fatto agire verso FCA a partire dal il rientro dei lavoratori di Pomigliano che erano in missione temporanea nello stabilimento di Cassino e le fermate collettive con i permessi retribuiti. Oggi l’azienda ci ha comunicato l’impossibilità di rispondere alla nostra richiesta di prorogare tutti gli 800 somministrati. Dichiarando che le previsioni aziendali sono di una ripresa dei volumi produttivi e di un possibile reinserimento dei restanti somministrati già a partire dai primi mesi del 2018. Come sindacato riteniamo necessario costruire tutte le condizioni per mettere in garanzia occupazionale questi 500 lavoratori. Per noi è indispensabile fin da ora introdurre il diritto di priorità nei prossimi inserimenti costituendo un apposito “bacino” come abbiamo fatto in altri accordi, per questo ci siamo aggiornati a giovedì per proseguire il confronto con Fca. Preoccupazione tra i sindaci del territorio. “Questa nuova situazione- ha spiegato il sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro – potrebbe trasformarsi in una emergenza sociale che si ribalterebbe sui comuni. Perciò la preoccupazione è forte per i tanti giovani, diplomati e laureati, senza una prospettiva occupazionale”. “Esprimiamo forte preoccupazione per il destino di 850 lavoratori della Fiat di Cassino, assunti solo sei mesi fa e per i quali ad ore si prospetterebbe un procedimento di fine rapporto di lavoro. Un danno enorme che coinvolgerebbe anche l’indotto facendo lievitare il problema occupazionale in una zona della Regione Lazio che la crisi ha già fortemente compromesso.E’ urgente che l’azienda sciolga i nodi sul futuro e che soprattutto, con senso di responsabilità, si riapra un confronto con le organizzazioni sindacali e con le Istituzioni.” Così in una nota i Consiglieri regionali di Insieme per il Lazio, Gino De Paolis, Capogruppo, Daniela Bianchi, Marta Bonafoni, Rosa Giancola. Vincenzo Caramadre
