Omicidio Morganti, numerosi i testimoni che avrebbero confermato la presenza di Franco Castagnacci, padre di Mario, già arrestato per l’omicidio del povero Emanuele, all’interno e fuori del locale “Mirò” dove si è consumata la tragedia.
Numerose le persone ascoltate dalla procura, che avrebbero testimoniato la presenza all’interno del “Mirò” di Franco Castagnacci, padre di Mario già in carcere per l’omicidio di Emanuele Morganti. Ma c’è di più: il 51enne avrebbe bloccato l’amico del cuore e come si legge nell’ordinanza “l’aveva bloccato e dopo averlo preso per il collo, l’aveva fatto cadere da un muretto proprio mentre cercava di raggiungere Emanuele che si trovava per terra esanime“. Sempre secondo quanto evidenziato dai magistrati della procura, l’amico aveva cercato di difendere Emanuele subito dopo la sua uscita dal locale, addirittura sarebbe stato colpito anche lui con un manganello dal buttafuori. Non appena aveva visto il giovane allontanarsi verso la piazza aveva tirato un sospiro di sollievo, Emanuele era ormai lontano da coloro che avrebbero voluto fargli del male. Invece il ventenne che aveva lasciato la fidanzata nel locale era tornato indietro per riprendersela e tornare a casa insieme. Purtroppo non aveva fatto in tempo: il branco lo aveva subito accerchiato. Il resto è cronaca. Franco Castagnacci, che ricordiamo deve rispondere di omicidio volontario in concorso, sarebbe stato visto colpire con un pugno il povero Emanuele. Qualcuno giura di averlo sentito urlare :“ammazzatelo, ammazzatelo”– Era stato a quel punto- si legge ancora nell’ordinanza- che la la vittima “a seguito di un forte pugno ricevuto al capo cadeva a terra a peso morto battendo la parte sottostante le portiere di un’auto in sosta di colore blu scuro”. L’uomo sarà difeso dall’avvocato Marilena Colagiacomo del foro di Frosinone. Mar.Ming.
