Una notizia certamente positiva quella annunciata in questi giorni dalle sigle sindacali, settore alimentare, Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil ai fini occupazionali e quindi in aiuto del territorio ciociaro.
«La società Froneri Italy Srl, ex Nestlè (dopo che quest’ultima e R&R hanno dato vita appunto a Froneri, ndr), con stabilimento a Ferentino, è intenzionata a chiudere lo stabilimento di Parma e ad investire grosse cifre economiche nel sito di Ferentino. Ciò è stato ribadito il 26 ottobre a Roma, nella sede del Ministero dello Sviluppo Economico, alla presenza del Viceministro Teresa Bellanova e delle segreterie nazionali sindacali e territoriali Cgil-Cisl-Uil di categoria». In particolare, come reso noto dal sindacato, Froneri sarebbe pronta ad investire da subito 6 milioni di euro nel sito ferentinate, in nuovi impianti e nuove linee di produzione: «Per continuare nel prossimo anno con altri 7 milioni di euro, con l’installazione di un cogeneratore del costo di circa 3 milioni di euro e 4 milioni di euro saranno investiti ogni anno per pubblicizzare i propri prodotti. Tutto ciò – è stato aggiunto – per arrivare con il tempo alla costruzione di un nuovo magazzino freddo automatizzato capace di stoccare 75mila pallets, per un costo pari a circa 25 milioni di euro. La ricollocazione di tutti i prodotti dello stabilimento di Parma e il gelato Maxibon, oggi prodotto in Spagna, verranno prodotti nello stabilimento di Ferentino con un aumento del 20/25% dell’occupazione. Il tutto per arrivare nell’anno 2020 a raggiungere una quota di mercato nazionale nel settore Gelato del 29% e sfruttando al meglio le potenzialità dello stabilimento di Ferentino, che può arrivare a produrre 100 milioni di litri di gelato all’anno, con costi molto contenuti rispetto ad altri siti». Dunque i sindacalisti hanno sottolineato quanto segue: «Tutto ciò è stato possibile anche grazie ai sacrifici fatti negli anni passati dai lavoratori insieme ai rappresentanti sindacali Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil, sottoscrivendo accordi che al momento sembravano negativi, invece oggi incominciano a dare i propri frutti». (foto dal web) Al.Af.
