Sora – Ventitré ottobre, data storica per la diocesi

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<Con la modifica dei confini di fatto c’è una svolta dal punto di vista pastorale> con queste parole il vescovo mons. Gerardo Antonazzo, il 23 ottobre 2014, commentò ai nostri microfoni l’unione di due diocesi: quella di Sora-Aquino-Pontecorvo e l’Abbazia Territoriale di Montecassino (clicca QUI).

Sono trascorsi tre anni da quella data che cambiò per sempre la storia della diocesi. Era esattamente il 23 ottobre e il vescovo Antonazzo, arrivato in Ciociaria da poco più di un anno, annunciò, all’interno di una gremita Cattedrale Santa Maria Assunta, questa fusione. Fu Papa Francesco,  con lettera del Nunzio Apostolico in Italia Adriano Bernardini, a disporre il passaggio delle 53 parrocchie del cassinate alla diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo, diventando in tutto 144. Così facendo il suo territorio cambiò notevolmente: superficie da 1426 divetò 2016 km²; la popolazione aumentò da 155.750 a 235.750 abitanti e i sacerdoti da 83 a 120. <All’intera comunità diocesana di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo – disse il mons. Antonazzo per l’occasione – porgo il mio cordiale saluto e affido la mia viva trepidazione d’animo. Invito tutti a pregare gli uni per gli altri, e in particolar modo per il mio servizio episcopale investito di un’accresciuta responsabilità pastorale. Insieme con la carità della preghiera e della fraterna amicizia dell’intera comunità diocesana, mi conforta la fiducia accordata dal Santo Padre>. Esattamente tre anni, quindi, nacque la Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo. Data ricordata in un articolo, a firma di Adriana Letta e pubblicato sul sito www.diocesisora.it, dove si legge: <Nasceva dall’unione di due precedenti diocesi, quella di Sora-Aquino-Pontecorvo e l’Abbazia Territoriale di Montecassino. No, non nasceva dal nulla, in un certo senso sarebbe stato più semplice, ma nasceva da due realtà distinte e diverse seppur non dissimili, ognuna con una propria storia e una propria tradizione a livello di formazione, religiosità, dinamismi interni ed esterni. E bisognava imparare a camminare insieme, come un’unica famiglia, mettendo in comunione tutto per ripartire in modo nuovo. Quel giorno, giorno storico di cambiamento epocale!>. red.  
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