Tutta la provincia di Frosinone, ormai da tempo, è costretta a fare i conti con la carenza di acqua. Ogni giorno riceviamo segnalazioni di cittadini che lamentano enormi disagi dovuti alla mancanza di acqua che, talvolta, dura intere giornate.
“Andare al lavoro senza potersi lavare non è proprio il massimo – ci ha scritto una lavoratrice di Sora qualche giorno fa – Per non parlare dei nostri figli che devono andare a scuola così…siamo stufi, questa situazione va avanti da settimane e non si vede la fine! Qualcuno ci aiuti! L’acqua è un diritto e Sora non è un paese del terzo mondo!”.
Acea Ato 5, in una nota ufficiale, spiega che c’è un calo nella portata delle fonti che alimentano gli acquedotti. “Tra giugno e settembre – si legge – Acea Ato 5 ha gestito quasi 80.000 segnalazioni”.
“Le precipitazioni di notevole intensità, ma di brevissima durata, – spiegano da Acea Ato 5 Spa – registrate nei primi giorni di settembre purtroppo non hanno consentito alle fonti che alimentano gli acquedotti di rimpinguarsi. Anzi, con il passare del tempo e la continua carenza di piogge, si registrano ulteriori abbassamenti delle portate. Addirittura il confronto tra i valori registrati finora dai pluviometri e quelli storici delle portate a disposizione dalle fonti di approvvigionamento, fa intuire che, se dovesse persistere la scarsità di precipitazioni, il periodo di maggior sofferenza dal punto di vista della disponibilità della risorsa, ricadrà tra dicembre e gennaio prossimi“. “Sono in crisi principalmente le sorgenti di altura – continua la nota-. In particolar modo per tutte le fonti della dorsale che va dai Monti Simbruini ai Monti Ernici si registrano riduzioni di portata che arrivano fino al – 80% rispetto ai valori massimi storici. Addirittura alcune sorgenti di altura, situate dell’area nord della provincia, sono quasi completamente a secco: ad esempio quella di Trovalle, nel comune di Guarcino, ha una portata attuale di 0.5 l/s contro una media di 14 l/s. Anche i livelli delle falde captate si sono notevolmente abbassati, con la conseguente riduzione delle portate emunte tramite pozzi. Per il sud della Provincia, la sorgente Madonna di Canneto, che pure aveva mostrato deboli segnali di miglioramento, ha ripreso purtroppo il trend discendente. Per far fronte a questa situazione, di cui Acea Ato 5 non è in alcun modo responsabile, la Società si sta impegnando quotidianamente in modo capillare per attenuare gli impatti negativi sui cittadini, adottando soluzioni che garantiscano la massima erogazione possibile del servizio. Attualmente i piani di turnazione, necessari per garantire un’equa distribuzione dell’acqua, sono applicati in 50 Comuni ma non è escluso che, se dovesse continuare la scarsità di piogge, sarà necessario estenderle anche in centri oggi non interessati. La Società continua nel frattempo l’attività di rifornimento con servizio sostitutivo tramite autobotte di serbatoi comunali, accumuli privati e punti di stazionamento. In particolare da giugno a settembre, Acea Ato 5 ha garantito 5.026 viaggi di autobotti e nello stesso periodo ha gestito 79.185 segnalazioni pervenute al numero verde. Quello di Frosinone non è un caso isolato: la situazione eccezionale sopra descritta è purtroppo comune a molti territori nel Lazio e in Italia. Come noto, lo scorso 7 agosto il Consiglio dei Ministri ha deliberato la stato di emergenza per la Regione Lazio, prendendo atto del decreto del 5.07.2017 del Presidente della Giunta Regionale che dichiarava lo stato di calamità naturale a causa della crisi idrica. Stato di emergenza che non è ancora terminato“.
