(di Alessandro Andrelli) La piattaforma civica di De Donatis, diventata ben presto una pedana e ridottasi quasi subito in una scialuppa politica che galleggia in un acquario, perde il suo primo assessore, Stefano Lucarelli.
Quello che avevamo già preannunciato in anteprima domenica scorsa (leggi qui), ieri (lunedì 9 ottobre) è diventato realtà. Stefano Lucarelli, assessore al Commercio ed allo Sport, ha protocollato le sue dimissioni, adducendo motivazioni personali banali, che lasciano una città intera a chiacchierare. Contrariamente a quanto si possa immaginare, la gente non parla dell’incapacità politica del ragazzo, ma di ben altro. Così come non disquisisce sull’apporto del suo mandato, perché è sotto gli occhi di tutti. Allo stesso modo, non commenta più di tanto il messaggio che avrebbe compromesso la posizione dell’ormai ex assessore, perché dimostra cose che si sapevano già ed ha fornito solo il pretesto finale per fargli dare il ben servito. La gente osserva e giudica, invece, con quanta perfidia politica De Donatis ha travolto e spianato Lucarelli. Infatti, fatta eccezione proprio per l’ex assessore che ancora scrive post “strappalacrime” sui social in favore del primo cittadino, la verità è chiara a tutti. Ancora un volta il sindaco “ha svenduto” Sora a Cassino senza dire niente ai sorani! Incurante della città e tenuto sotto scacco matto da “quelli dell’acquario” e dai vari mentori e coordinatori di turno, che fanno parte della “corte celeste” di Abbruzzese, continua a vendersi l’anima per non mollare la poltrona. La sua perfidia politica e la sua brama di potere non conoscono limiti. Tra intrighi di palazzo e piani strategici studiati a tavolino con la Paolacci, suo alter ego, il sindaco non ha nessuna voglia di mollare il tanto agognato trono, costi quel che costi. Così se parola d’ordine è “distruggere Sora”, distruzione sia! Basta continuare a detenere il potere e salire personalmente sempre più in alto con un arrivismo senza eguali. Non importa se ci saranno “feriti” sparsi ovunque, non contano eventuali “morti” che sarà necessario lasciare sul campo e non preoccupa Sora rasa al suolo senza pietà; quello che genera azioni e decisioni è solo il potere e la voglia di andare sempre più in alto. “Mettendosi in petto” tutti quanti, De Donatis non si fa scrupolo nel pugnalare alle spalle chicchessia, pur di arrivare. Così, come ha fatto già in passato, china la testa ed ubbidisce al dictat che non ammette repliche e che rende, ancora una volta, Sora feudo di Cassino. Il suo cinismo è senza eguali. La sua “faccia” e la sua “parola” politica sono inesistenti. Rappresentando il peggio del peggio, più di questo non può fare. Incapace di provare “amore sincero” per la sua terra, cede Sora al potere forte, facendo finta di non capire che il laccio che lo tiene per la gola sarà sempre più stretto e sempre più opprimente. E mentre la città continua ad essere merce da banco, inizia il toto nome per la poltrona lasciata libera dall’assessore Lucarelli. Tante le ipotesi che si fanno in città durante queste ore. C’è chi parla di grandi taglie, chi di basse altezze, chi addirittura dice che quanto riconsegnato verrà affidato ad un consigliere delegato. Una cosa è certa “quelli dell’acquario” hanno in mano Sora e lasciando comandare loro, De Donatis consegna la città a Cassino. Nulla fanno i rappresentanti del PD accontentati con quisquilie ed una giornata al parco, tantomeno agisce Schietroma che, lasciato ancora una volta in panchina come riserva, non capisce che se il pesce puzza, puzza sempre dalla testa. Seppur preda di razzie e scorribande politiche che vogliono solo depredarla, Sora è comunque speranzosa. Voci di popolo, sempre più insistenti, dicono che, tra inchieste ed acquisizioni di atti, ci saranno presto novità eclatanti. Lucarelli è fuori, ma sarà solo il primo… Sora tornerà ad essere dei sorani! Alessandro Andrelli
