Chiara, nostra graziosa affezionata lettrice, ci ha inviato la lettera che pubblichiamo integralmente. Il suo problema è comune a centinaia di studenti e lavoratori, ma sembra che non ci si curi di risolverlo, neppure in parte.
<Mi chiamo Chiara, sono una pendolare, anzi la nostra è una famiglia di pendolari. Siamo un nucleo di tre persone, di cui due con regolare abbonamento annuale. Eppure per noi ogni giornata è un’odissea; anche noi, come l’astuto Ulisse, lottiamo tra mille difficoltà per raggiungere la nostra meta….ma non lasciatevi fuorviare, qui non ci sono sirene dal dolce canto, né giganti con un solo occhio e con poco senno, ma una sola “mostruosa” macchina: chiamiamola totale, vergognosa inefficienza del trasporto pubblico. I disagi sono di ogni tipo: mancano pensiline e piazzole in molte fermate, gli orari sono… elastici (diciamo che c’è uno scarto minimo, possibile, di circa 20 minuti su ogni corsa) e soprattutto i Cotral non hanno sufficienti posti e così, la mattina in particolare, si rimane a piedi, nella speranza che il saggio autista chiami un suo collega, il quale si trova in non si sa quale imprecisato luogo, e con una macchina aggiuntiva, ma anche due, tre, questa mattina quattro, arriva a ripescare i malaugurati utenti, i quali possono così arrivare al proprio lavoro o comunque ai propri impegni, logicamente in ritardo!!!! Beh, direte voi, ti lamenti tanto, qualche minutino di ritardo può pur essere tollerato!!!!!! La sottoscritta oggi è arrivata al proprio appuntamento con mezz’ora di ritardo, dopo essere uscita da casa 1, 50 minuti prima ed aver aspettato 1,10 in mezzo alla strada. Chi si prende i soldi del mio abbonamento si dovrebbe vergognare, perché questa è la regola, non l’eccezione. E non crediate che chi si muove in senso opposto abbia miglior sorte; il ritardo è costante poiché non vi è coordinazione tra le corse della compagnia Geaf, la compagnia urbana del capoluogo e la Cotral, così gli studenti degli istituti superiori aspettano per mezz’ora buona che arrivi una navetta che li accompagni. Lo scandalo è che, a Frosinone, esistono fermate Cotral non effettuate, poiché la ditta ha tolto alcune tratte, come quella che portava alla zona industriale dell’aeroporto, dove si trova l’istituto superiore “Bracaglia”: lì i ragazzi sono fortunati se riescono ad entrare in classe con una decina di minuti di ritardo e sottolineo che la politica dei tagli delle tratte pesa due volte sulle singole famiglie, costrette a dover fare doppio abbonamento. Io mi domando: possibile che chi si trova ai vertici della nostra compagnia di trasporto regionale non si sia per una sola volta fermato a pensare ad una soluzione? e non venitemi a raccontare che il problema si pone ad oggi, sono anni che, tutte le mattine, si verifica questo teatrino. Possibile che nessuno dei nostri rappresentanti alla Regione Lazio abbia sollevato il problema su questa vergogna, su questo scempio… Io non ho parole, sono state già fatte alcune petizioni popolari per richiedere un potenziamento del servizio ed invece siamo sempre allo stesso punto. Come dobbiamo sentirci noi cittadini?? Io pago l’abbonamento, fior fiore di soldi, e questo è il trattamento che merito ogni mattina? Forse i nostri politici non sanno cosa vuol dire stare un’ora sotto la pioggia o sotto il sole, in ritardo, ad aspettare un bus, che oltretutto arriva e poi si ferma, per aspettarne un altro. Se in un momento della loro vita lo hanno saputo, sicuramente adesso lo hanno dimenticato. Invece noi siamo costretti a ricordarcelo, ogni giorno. Io come cittadina, come mi devo sentire quando vedo persone di ogni nazionalità (compresi miei concittadini, purtroppo) e sicuramente di dubbia condotta di vita, utilizzare quel mio stesso mezzo tanto agognato, senza biglietto, sprezzanti di qualsiasi rispetto per la legalità? Beh, io mi sento demoralizzata, sfiduciata e sicuramente arrabbiata. Ho voluto condividere con voi questa mia riflessione, nella speranza che qualche coscienza di chi viaggia, non su un autobus blu ma su macchine blu, si sensibilizzi, si ricordi che lo Stato, quello vero, ha bisogno di servizi decorosi almeno di un Paese civile, se non di un Paese di eccellenza. In quanto a me, domani sarò di nuovo per strada, a sperare che le cose cambino….diceva Rino Gaetano: “ma io vedo tanta gente che purtroppo nun c’ha niente, ma chi me sente?” A domani… ci vediamo in fermata>. Jackal
