Guglielmo Rosatella, Generale dell’Aeronautica Militare e neo responsabile di Forza Italia, interviene sulla crisi comunale con un affondo nei riguardi del sindaco Colonnello Bassetta.
La nota di Rosatella, che fu acceso sostenitore del sindaco dimissionario “L’ennesima farsa del sindaco Bassetta. Le dimissioni di Bassetta sono una farsa. L’ennesima di un sindaco che verrà ricordato più per le sue continue e ridicole crisi che per gli inesistenti risultati amministrativi. Le dimissioni quando vere sono un atto di orgoglio che merita rispetto. L’estrema ratio di un sindaco di fronte ad un fallimento amministrativo. Sono una cosa seria. Queste no. Le dimissioni di Bassetta sono una farsa. Sono solo il gesto teatrale di un uomo debole ed impacciato, inadatto a qualsiasi ruolo di governo. Sono un ricatto politico verso la sua maggioranza. Sono la certificazione della confusione e del malgoverno che regna al comune di Anagni. Soprattutto sono una colossale presa in giro nei confronti della città. Una città che in massa aveva tributato fiducia a questo sindaco per così dire al buio, senza averne mai saggiato le capacità amministrative. Non ci è voluto molto a capire che questa persona non era quello che appariva; scostante, ipocondriaco, refrattario a qualsiasi gesto di simpatia o di umanità, diffidente persino ad un semplice saluto. Ma purtroppo gli anagnini hanno dovuto scoprire che non si trattava solo di una questione caratteriale. Nei lunghi mesi trascorsi hanno dovuto prendere atto della inconsistenza, inconcludenza ed incapacità di un’amministrazione che passerà alla storia per non aver fatto nulla o quasi per la città, incapace anche di fronte alla ordinarietà. Solo in una cosa questa amministrazione eccelle: nelle crisi. Non nel risolverle, ma nel crearle! Liti continue, guerre interne, reciproche maldicenze sono all’ordine del giorno. Giunte comunali azzerate, rimpastate, modificate a ritmi pressoché annuali. Partiti scomparsi, liste annullate, continui cambi di casacca o, come dice il PD, un mercato delle vacche. Ma se le continue epurazioni degli ignari assessori erano semplici beghe interne vissute quasi con indifferenza dalla città, le dimissioni no. Esse sono un messaggio diretto e forte a tutta la città, uno di quelli che attira l’attenzione. Peccato però che siano un falso. Adesso infatti succederà questo: il sindaco con un vero e proprio ricatto politico dirà che se i consiglieri non si sottometteranno ai suoi voleri li manderà tutti a casa, includendo in questa richiesta l’implicita ed ulteriore umiliazione nei confronti della sua maggioranza costretta a seguirlo non per vero rispetto ma solo per sopravvivenza. I consiglieri di fronte a tale eventualità accetteranno di nuovo di essere umiliati; quasi come per abitudine biascicheranno qualcosa sul bene comune, sulla responsabilità e chineranno di nuovo la testa. A quel punto Bassetta al culmine della farsa, dopo lunga ed attenta riflessione, accetterà, seppur sdegnato, di proseguire la propria esperienza condannando di fatto Anagni ad un altro annetto e mezzo di triste agonia. A questo punto parafrasando Totò resta solo una cosa da dire: caro Bassetta, ma ci faccia il piacere…!”. Jackal
