(di Alessandro Andrelli) “Volto d’angelo e cuore di pietra” così descrive Roberto De Donatis chi lo conosce veramente bene. Il peggior primo cittadino che Sora abbia mai avuto, è uomo senza ideale politico e senza parola. Disposto a tutto per essere chiamato sindaco, ha imbarcato chiunque potesse servire al suo scopo ed ha ingannato gran parte della cittadinanza, mascherandosi dietro il tanto sbandierato cambiamento che di certo non c’è stato.
La sua freddezza scientifica, fatta di calcolo ed arrivismo politico, camuffata da parole tanto accorate quanto studiate, si perde negli anni. Dichiarandosi uomo di sinistra, non ha esitato a spaccare il gruppo dell’allora sindaco Casinelli pur di non fare un passo indietro. Volendo a tutti i costi il posto da leader nella coalizione che si presentava alle elezioni, ha portato a distruzione il suo stesso schieramento durante le elezioni del 2011. Si è scoperto “socialista nel cuore” all’inizio del 2013 per una poltrona da consigliere regionale ed è arrivato a stringere alleanza con Forza Italia, Fratelli d’Italia e CasaPound nel 2016 per la sedia da sindaco. Ieri come oggi, al suo fianco solo e soltanto la Paolacci che, tra trame, vendette, ripicche e tranelli di potere, è quella che di fatto influenza le sue scelte, governando Sora e detenendo l’assessorato più importante (al bilancio) con soli 120 voti, in barba a tutti i consiglieri (anche quelli del gruppo dell’acquario che tanto pensano di essere potenti) ed a tutti gli assessori. Unico problema, di certo non trascurabile, le prossime elezioni! De Donatis con un piede dentro due scarpe, da una parte deve tifare Schiedroma e Nencini perché non potrebbe fare altro, dall’altra osanna Abbruzzese e “gli svende” Sora senza dire niente ai sorani. Così, mentre a chi dà ed a chi promette, inventa i comitati di quartiere, con l’idea di trasformare le promesse e i “farò”, che lo vedono tanto bravo nel proferirle quanto incapace nel concretizzarle, in esche perfette per bacini di voti studiati appositamente per la prossima campagna elettorale. Diabolico il suo piano elettorale. Cinico il suo operare politico. Ingannevole il suo comportamento nei confronti della gente.
In uno scenario che già di per sé potrebbe dar vita a commenti infiniti, arriva il colpo di scena. Appare sui social la locandina di un incontro politico, che si terrà venerdì 29 settembre all’Auditorium De Sica, alle ore 17:30. L’inimmaginabile è servito! Un incontro fatto in casa, in cui gran parte della maggioranza di governo, sindaco per primo, omaggia ‘lo straniero” che ha reso Sora “feudo di Cassino”. Una vergogna! Soltanto una grande vergogna senza dignità!
E così possiamo leggere che ci saranno i saluti di De Donatis, Baratta e Di Ruscio, che relaziona Lecce, che interviene Caschera, De Gasperis, Bruni e Mosticone, che fa le riflessioni Castagna, Petricca, Tomaselli, che conclude Abbruzzese e modera Iula. Il tutto sotto un titolo, “Sora: presente e futuro”, che gela il sangue, in considerazione che tra i 10 amministratori, che prenderanno la parola e che rappresentano Sora, si contano 3 persone a reddito 0 euro (Bruni, Castagna e Mosticone), 1 persona con reddito pari 240 euro (Caschera), 1 persona con 8.399 euro (De Gasperis), 1 persona con 10.597 euro (Petricca) 1 persona con 11.908 euro (Lecce) e 1 persona con 17.004 euro (Di Ruscio), per un totale di 8 persone su 10 con redditi lordi inferiori a 17.010 €. E meno male che c’è il coordinatore del gruppo! Forse riuscirà a spiegare ai cittadini sorani che differenza c’è tra chi “interviene”, chi “riflette” e chi “relaziona”, perché questo è il dilemma.
Povera Sora! Davvero povera Sora! Dopo aver votato una piattaforma civica che inneggiava al cambiamento, si è ritrovata su una sgangherata pedana politica, per poi scoprirsi su una “scialuppa che galleggiava in un acquario” e ritrovarsi oggi, senza sapere come, sotto un gruppo federativo che “sottomette” definitivamente la città al potere forte di Cassino, utilizzando come traghettatore chi di Sora non è.
Ma dove sta l’orgoglio del popolo sorano? Dove sta la capacità, l’intelligenza e la cultura che questo popolo ha sempre dimostrato? Dove sta l’eccellenza che ha sempre contraddistinto questa terra, rendendola leader di un intero territorio? Attonita di fronte ad un comune riorganizzato e ridotto a pezzi, ad una estate Sorana inesistente, a finanziamenti persi per pec non lette o non mandate, ad una manutenzione ed un decoro dimenticati, ad un ambiente che è diventato una discarica a cielo aperto, ad un settore servizi sociali completamente assente di fronte alle esigenze della popolazione e ad un settore urbanistica e condono che non dà risposte, Sora è da mesi davvero in ginocchio per l’incompetenza e l’incapacità politica di De Donatis e dei suoi. Solo preda di poteri e volontà piene di perfidia e scaltrezza politica la città giace.
Ufficializzando la svendita di Sora a Cassino, è svelato e chiaro l’alto tradimento del governo De Donatis che non rispecchia più il volere del territorio, che non tutela più la gente e che di certo non ama Sora.
Alessandro Andrelli
