Veroli – La storia di Brulaye, dal Mali a Veroli per lavorare

Alessandra Cinelli
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Da Veroli una storia di integrazione.

<Lavora qui da un anno e per noi è come se fosse uno di famiglia>. Sono le parole di Angelo Noce, titolare, insieme alle sorelle, dell’azienda agricola “Cacio e Pepe” a Castelmassimo che, un anno fa, ha assunto Brulaye, un ragazzo del Mali giunto in Italia nel 2014 a bordo di un barcone. Prima di questa svolta lavorativa, la storia di Brulaye assomiglia a quella di molti ragazzi richiedenti asilo: accolto all’interno di un progetto di prima accoglienza, gestito dalla cooperativa sociale Diaconia, ha atteso oltre due anni per ottenere il riconoscimento di una protezione internazionale. Una volta imparata la lingua italiana è arrivata questa opportunità lavorativa, che Brulaye ha saputo cogliere con entusiasmo. <Il lavoro di Brulaye è principalmente quello di mungere le mucche la mattina e la sera – racconta Angelo – un compito che fino a qualche anno fa portavano avanti i miei genitori. Poi la nostra attività si è ingrandita e avevamo bisogno di una persona in più>. L’azienda “Cacio e Pepe” è stata fondata dal padre di Angelo 25 anni fa a Castelmassimo. Attualmente conta 40 capi di bestiame e un piccolo punto vendita nei pressi della fattoria, dove oltre ai prodotti caseari è possibile acquistare anche quelli da forno. Prima di conoscere Brulaye, Angelo aveva provato a cercare giovani italiani ma nessuno si era presentato. <Non è facile trovare italiani che vogliano fare questo lavoro. Brulaye mi è stato presentato da un amico che lavora in Diaconia. Quando è venuto qui la prima volta gli ho spiegato che cosa doveva fare e quali erano le condizioni del contratto. Lui ha accettato. Oltre al posto di lavoro gli abbiamo messo a disposizione anche un piccolo appartamento adiacente alla nostra abitazione, provvisto di camera da letto, cucina, bagno e salotto. Non c’è pranzo né cena in cui non sieda alla nostra tavola. Abbiamo passato insieme anche Natale e Capodanno. Brulaye è ormai parte integrante della nostra famiglia>.
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