Frosinone – Franco Gerli, calciatore gentiluomo e cittadino agguerrito:«Intitoliamogli i campi di Corso Lazio»

alerst
4 MIn Lettura
Il degrado, le brutture, l’abbandono non li tollerava proprio. Così come l’indifferenza. Erano la bellezza, l’impegno (soprattutto a favore dei giovani) e l’ottimismo le sue ossessioni. E vedere il quartiere che lo aveva “adottato” morire nell’indifferenza e nell’abbandono lo aveva convinto a mobilitarsi per migliorare le cose. Franco Gerli, scomparso di recente, era un pilastro nella zona di Corso Lazio e Colle Timio, a Frosinone.

Dove si era dato da fare, senza farsi scoraggiare dall’indifferenza e dagli ostacoli lungo il suo percorso. Voleva migliorare quell’angolo di città che gli aveva aperto le porte. Proprio a lui, toscano tutto di un pezzo, grande calciatore e uomo che non ha mai chinato la testa di fronte alle difficoltà. Lui che aveva militato in seria A con la Spal ed in serie B con il Trani e l’Arezzo. Entrando poi di diritto nel cuore dei ciociari con la maglia del Frosinone calcio, negli anni in cui il Frosinone si affacciava per la prima volta alla ribalta delle cronache sportive nazionali disputando il campionato di serie C alla fine degli anni ’60. Poi ha scelto di stabilirsi a Frosinone, costruendo qui la sua famiglia e svolgendo il ruolo di allenatore nelle giovanili del Frosinone Calcio e nella prima squadra della Madonna della Neve. Ma non è stato solo un grande sportivo. Gerli è stato un cittadino attivo, che ha lottato fino all’ultimo giorno per il suo quartiere. Presidente del comitato “Vivere Corso Lazio”, si è speso senza sconti per la collettività e per le zone di Colle Timio e Corso Lazio. Promuovendo dal 1998 ad oggi iniziative e proposte per il rilancio della zona: l’istituzione del mercatino settimanale di Corso Lazio, le feste di quartiere, giochi popolari per bambini, il primo torneo rionale di calcio di Frosinone. E poi la battaglia su cui ha investito di più.  Quella culminata in due raccolte firme che hanno portato dapprima alla realizzazione del “Giardino dei Cinque Sensi” e successivamente alla realizzazione di un campo di calcio, un Centro Sociale ed una scuola attraverso l’approvazione ed il finanziamento del Plus. Non si era fermato lì. In questi ultimi anni Gerli ha continuato a  incalzare gli amministratori comunali rispetto alla gestione di quei campi di calcio, che tanto aveva voluto a Corso Lazio. Chiedendo che aprissero sempre più le porte non solo a chi se lo può permettere (con le tariffe proibitive delle scuole calcio), ma anche a tutti i cittadini e ai giovani del quartiere. Obbligati troppo spesso a sbucciarsi le ginocchia solo sul cemento e fra le buche della zona, dribblando le auto. Ora i comitati di quartiere “Vivere Corso Lazio”, “Insieme per Corso Lazio” e Asd Frosinone Scalo hanno scritto al Comune di Frosinone e al sindaco Ottaviani per chiedere di intitolare gli impianti sportivi di Corso Lazio proprio a Franco Gerli. Sarebbe un riconoscimento ai meriti di un uomo che ha dato l’esempio in città. Pochi mesi prima di morire, nonostante la malattia e con il suo piglio toscano, era lì sulla panchina a due passi dai campi di Corso Lazio. Per segnalare ai giornalisti la vegetazione incolta nel quartiere, i tombini rimasti aperti e i pericoli per chi ci passava. Instancabile. In una città in cui intitolazioni per potenti, prelati e politici abbondano, far correre la palla sui campi intitolati alla sua memoria sarebbe un atto dovuto. Per dare un segnale diverso. Come quelli lanciati tutti i giorni da un calciatore gentiluomo, sensibile ai problemi dei dimenticati. Alessandro Redirossi
TAGGED:
Condividi questo articolo
Nessun commento