Il prof. Fabrizio Bartolini, docente di Strumenti a Percussione presso il Convitto Nazionale “Regina Margherita” ,dopo tre anni lascia il suo posto di lavoro e scrive una lettera emozionante.
“Caro Convitto, ti scrivo questa breve lettera proprio come si faceva una volta quando non c’era tutta questa tecnologia. Dopo tre anni ci siamo dovuti salutare e credimi non è stato facile. Ad Anagni lascio te, le nostre splendide giornate musicali e le mille emozioni che mi hai fatto vivere insieme a ogni singolo studente: ho conosciuto delle splendide persone, meravigliose famiglie, ottimi colleghi, ma soprattutto tanti amici che pian piano hai trasformato in una vera e propria famiglia. Merito tuo che da cento anni ospiti milioni di persone e che le fai sentire a casa. Lascio un pezzo di cuore dentro le tue mura, lascio il segno indelebile delle prime esperienze da insegnante, ma soprattutto lascio l’amore che mi ha profondamente rapito sin dal primo giorno. Inutile dirti bugie, io ad Anagni stavo bene e non me ne sarei mai andato, ma le cose (come sai), cambiano dal giorno alla notte e devi armarti di tanta pazienza riprendendo le tue cose dall’armadietto, salutare tutti e andare via. Vado via con la certezza di aver dato tutto me stesso in questi anni, di non essermi risparmiato mai davanti a nulla, anche davanti all’impossibile (che per me non esiste), di aver regalato e condiviso sorrisi a tutti, anche quando qualcuno ti ha messo sulla graticola per ovvi motivi strutturali, sei anzianotto, ma sei sempre bello e accogliente! Non penso di trovare altre scuole come te e con tutte le persone che lavorano per te, per questo vado a ringraziarle una alla volta sperando di non dimenticare nessuno: Il primo ringraziamento va ai Rettori che ho conosciuto negli anni, trasmettendomi sempre fiducia e tranquillità: grazie a Maria, Peppino, Annarosa, Barbara, Rosetta e Domenica, colleghi e amici che rappresentano lo scheletro organizzativo, logistico e artistico di questa struttura! -grazie a Marisa e Marinella che mi hanno sempre tenuto aggiornato su tutta la parte burocratica contrattuale, ma soprattutto per l’affetto che ci ha legato sin dal primo momento Grazie a tutto il personale protocollo e segreteria per la precisione e puntualità, grazie alla portineria che prendeva le mie chiamate e all’infermeria, veri fan della classe di strumenti a percussione. Un grazie speciale al personale ATA in particolare Rosanna, Natalino, Paolo, Maria Grazia e tutte le signore collaboratrici che non mi hanno mai fatto mancare nulla, soprattutto il caffè! Grazie a tutti i colleghi delle materie della “mattina” soprattutto per la vostra collaborazione e scusate se ogni tanto mi sono difeso con i denti i miei studenti, erano tutti bravi, ve lo posso garantire! Un grazie ai cuochi e a tutti il personale che si è adoperato per mantenere in ottime condizioni questa scuola; grazie a tutti gli studenti e alle loro rispettive famiglie per avermi fatto lavorare in tranquillità, in allegria senza nessun tipo di pressione o presunzione, i vostri ragazzi sono lo specchio delle belle persone che siete Per ultimo lascio un immenso GRAZIE a tutti i miei colleghi di strumento musicale che per tre lunghi anni hanno trasformato l’indirizzo musicale di una scuola media in una vera e propria accademia di alta specializzazione sia culturale che artistica. Si sono realizzate delle cose splendide sacrificandosi fino all’ultimo minuto, creando un ambiente rispettato e rispettabile. Ogni singolo studente si ricorderà delle lezioni e dei nostri concerti quindi non mi resta che citarvi uno alla volta: Sabrina, Laura, Tiziana, Sebastian, Francesca, Fabio e Ludovica. GRAZIE perché senza di voi non ce l’avrei fatta e vi chiedo scusa per l’esuberanza che mi caratterizza, ma sono fatto così…c’è chi mi ama e chi mi odia, non posso farci niente! Spero di non aver dimenticato nessuno caro Convitto, come vedi i nomi non sono pochi e spero di non aver fatto qualche sciocchezza nell’aver dimenticato qualcuno, magari salutali tu al posto mio. Aspetta, forse una persona me la sono dimenticata…si… GRAZIE a te caro Simone, collega e amico fraterno che mi hai sempre sopportato e supportato su qualsiasi cosa proposta, che hai protetto maniacalmente le nostre classi di strumento e che hai portato sorrisi in ogni singolo momento… grazie perché anche senza di te, non ce l’avrei fatta! Ti saluto tanto affetto e con un arrivederci, tornerò presto a trovarti. Tu intanto prenditi cura di tutti quanti come hai fatto sempre. Ti voglio bene!” Anna Ammanniti
