Settanta casi di mesotelioma maligno (MM), dal 2001 al 2016, in provincia di Frosinone. E’ questo il dato che emerge nella tabella 6 del rapporto, prodotto dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale, sull’incidenza di mesotelioma nel Lazio (clicca QUI). Continuano gli appelli alla Regione, inoltre, per rendere realtà il Registro Tumori.
Che cos’è il mesotelioma? <E’ un tumore – si legge sul sito dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro – che nasce dalle cellule del mesotelio ed è associato soprattutto all’esposizione all’amianto>. E’ questo il punto toccato dal rapporto, curato dal Centro Operativo Regionale (C.O.R.) Lazio, che, oltre a presentare i dati raccolti dal registro regionale tra il 1 gennaio 2001 fino al 31 dicembre 2016, elabora le stime di incidenza.
Diciotto pagine in cui si arriva ad una triste conclusione: <nel Lazio il tasso di mesotelioma maligno – si legge a pagina 8 – nel periodo 2001-2015 è risultato in lieve aumento rispetto a quello degli ultimi anni>. I casi nel territorio regionale, nel periodo preso in considerazione, sono 1229: 933 casi (76%) sono risultati certi, 119 (10%) probabili e 175 (14%) possibili. Prendendo in considerazione tutti e tre i casi, come emerge nel rapporto, la classe di età maggiormente rappresentata è quella oltre i 75 anni in entrambi i sessi. Il numero di casi, per questa fascia di età, sono in totale 476 (323 uomini e 153 donne) contro lo zero della giovane età (0-34). L’età media alla diagnosi è, inoltre, di 70 anni sia negli uomini che nelle donne.
Fonte: Rapporto sulle attività del Registro dei Mesoteliomi del Lazio – Anno 2016
Analizzando il territorio, invece, le ASL del Lazio con un maggior numero di soggetti al momento della diagnosi sono: la ASL RM2 (ex Roma B ed ex Roma C) con 314 casi e la ASL RM1 (ex Roma A) con 142. A Frosinone, nel periodo dal 2001-2016, sono 70: 53 di sesso maschile e 17 di quello femminile. Nella tabella 7, inoltre, vengono suddivisi per comuni in cui sono verificati almeno tre casi di MM certi e probabili. Quelli ciociari inseriti sono: Frosinone con 8 casi, Cassino con 7, segue Ferentino (clicca QUI) con 6; Castrocielo, Ceccano e Piedimonte San Germano con 3 ognuno. Al gradino più alto, invece, la capitale con 557.
Fonte: Rapporto sulle attività del Registro dei Mesoteliomi del Lazio – Anno 2016
<Nel 69% degli uomini e nel 4,4% delle donne intervistati, l’esposizione ad amianto è risultata essere professionale>. Secondo il rapporto, infatti, sono 388 i casi: 374 uomini e 14 donne. <Per il 10% delle donne – si legge – si è evidenziata un’esposizione familiare(sia casi coniugali che casi dovuti all’esposizione professionale del padre o di altri congiunti). Rimane sempre elevata la frequenza delle esposizioni ignote (41%), soprattutto tra le donne (78%)>. Il settore più colpito, invece, è quello edile con quasi il 34% dei casi contro il 15% del metalmeccanico e il 7% della difesa nazionale. <Nel comparto edile – sottolinea il rapporto – quasi l’80% dei lavoratori ha lavorato prima degli anni 70>.
Dati alla mano, appare evidente di come la situazione necessita di maggiori studi per individuare la causa per, quindi, prevenire. Il dato che spaventa di più, oltre ai 388 casi di esposizione professionale, sono sicuramente i 300 ignoti. Diventa importante, quindi, analizzare la situazione anche attraverso i registri tumori che, come vengono definiti sul sito dell’Associazione Italiana, sono<strutture impegnate nella raccolta di informazioni sui malati di cancro residenti in un determinato territorio. Sono necessari perché in nessuna struttura ospedaliera italiana, pubblica o privata, c’è l’obbligo di archiviare i dati relativi alla diagnosi e alla cura dei tumori. Le informazioni – viene sottolineato – registrate sono vitali per la ricerca sul cancro>.
E’ questa la battaglia del consigliere comunale di Cassino, Carmine Di Mambro che, da qualche mese, combatte contro questo male. Lo scorso 4 settembre, in una lettera indirizzata al presidente della Regione Lazio, ha chiesto a gran voce che <il Registro Tumori diventi presto una realtà anche in provincia di Frosinone, anche perchè molti di noi non hanno più tempo di aspettare>. In questi giorni sono stati molti i politici intervenuti sul tema. Più recentemente, nella giornata del 18 settembre per l’esattezza, Danilo Magliocchetti (consigliere Comunale e provinciale di Frosinone), in una nota stampa, è tornato sul tema. <Sono passati più di due anni dall’approvazione da parte del Consiglio regionale, ma l’operatività del registro ancora non è completa e questo non è eticamente e moralmente accettabile. Se ancora non si fosse capito, quella sul RTL, non è una battaglia politica o di territorio, ma una sacrosanta battaglia di dignità sanitaria>. (foto di repertorio)Ccamp
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