(di Anna Ammanniti) La politica anagnina in questi ultimi giorni è entrata nella stagione più calda dell’anno, nonostante l’estate sia giunta ormai alla fine. Molto probabilmente si va verso il terzo rimpasto di Giunte, con richieste di azzeramenti delle cariche, ipotesi di cambio di poltrone, reazioni delle correnti di opposizioni e cittadini allibiti di fronte al terzo cambio.
La voce più insistente che trova tutti d’accordo: “Si pensa maggiormente alle poltrone e ancora non si inizia a sistemare qualcosa per la città!” Tra i tanti commenti e prese di posizioni, ecco di seguito la nota stampa di Carlo Marino, esponente dell’opposizione anagnina. “Prima una giunta tecnica, prontamente sostituita dopo un anno di scarsissimi risultati. Ve lo ricordate l’assessore ai finanziamenti europei???? Poi una giunta politica, che dopo 2 anni con risultati evidenti , nonostante l’impalpabile contributo dei rimpastati, sta per essere cambiata di nuovo. Ora probabilmente ci sarà una giunta ibrida, quasi una figura mitologica, un po’ tecnica un po’ politica, un po’ come il Minotauro, metà uomo, metà toro o bue. E mentre decidono chi sarà l’uomo e chi il toro o il bue, Anagni versa nelle condizioni che viviamo quotidianamente. Forse il cambiamento sbandierato in campagna elettorale era questo, il cambiamento della giunta. A parte le facili battute io direi anche basta. L’incapacità politica e amministrativa di questo sindaco è imbarazzante, mentre la furbizia del sindaco vero è nauseante e stucchevole. Stacchiamo la spina! Non è accettabile che Anagni paghi tale accanimento terapeutico. Riportiamo gli anagnini a votare, magari ci torna di nuovo il super assessorone, però raccontiamo prima della credit on e di dove riceve il suo referente, delle scuole, dei concorsi annullati, dell’ufficio tecnico 12 ore a settimana, dei bilanci e di come si gestiscono i residui, di come vengono transati i debiti, di come vengono affidati i lavori, del cimitero, dell’ospedale, di Acea e delle famiglie lasciate senza acqua da sei mesi, della pro loco, dei pareri ambientali e delle assenze strategiche nelle commissioni, del rapporto con gli esponenti regionali e nazionali, della ztl, del centro storico e delle periferie. Parliamo di lavoro e di immigrazione, di accoglienza e di integrazione. Poi magari ci torna il super assessorone, ma se 3 anni fa gli anagnini hanno creduto al “noi faremo” l’anno prossimo dovranno valutare il “noi abbiamo fatto”. E credo che il problema sia tutto li. Chi non vuole staccare la spina sa che a palazzo non ci torna se non “spende bene” i 7/8 milioni che ci stanno da spendere. Chi invece si rende conto di quanto è grave la situazione, prenda coraggio. Anagni e gli anagnini apprezzeranno. Siatene certi.” Anna Ammanniti
