L’ANALISI – Frosinone, quel camaleontico 3-5-2 ha fatto la differenza a Pescara

danst
1 MIn Lettura
Un primo tempo non bello, ma sicuramente sfortunato. Ed una ripresa che ha avuto il sapore di miracolo sportivo.

Il Frosinone strappa un pareggio all’Adriatico-Cornacchia di Pescara, quando ai punti avrebbe meritato anche qualcosina in più. Mister Moreno Longo per contrastare l’ormai canonico 4-3-3 di mister Zeman, passa dal 3-4-3 ad un 3-5-2 spiccamente offensivo, vista la presenza di Paganini sulla linea dei centrocampisti. Un modulo camaleontico, anche perchè il Frosinone in fase di non possesso si metteva sempre a specchio arretrando Beghetto sulla linea dei difensori, e spostando Paganini sulla linea degli attaccanti. L’idea sembra azzeccata e a prescindere dalle reti messe a segno da Pettinari, il Frosinone non dispiace nei primi minuti di gioco. Poi il crack di Paganini, e il relativo inserimento di Frara hanno cambiato le carte in tavola. Il capitano giallazzurro, però, nonostante la carta d’identità ha corso lungo tutta la fascia facendo discretamente bene le due fasi. Insomma sacrifico e abnegazione in casa Frosinone, ma anche tanta maestria di mister Longo nel leggere la gara anche in corso d’opera. Solo così si può fare bene.   Nunzio Danilo Ferraioli
Condividi questo articolo
Nessun commento