Una delegazione del PRC-SE della federazione di Frosinone, ha incontrato il sindacato USB del settore vigili del fuoco al fine di capire i danni e le ripercussioni della riforma Madia voluta dal PD.
<Dopo lo sciopero del settore, a cui Rifondazione ha aderito – si legge in una nota – nulla o poco e niente si è mosso. Intanto cosa sta succedendo in questi mesi mentre le fiamme divorano le foreste e copiose catastrofi naturali si abbattono sull’Italia? La domanda d’obbligo è: cosa ha portato la riforma del PD? Nonostante un preoccupante sottorganico, 1 a 10 rispetto alle normative europee, i Vigili del fuoco continuano ad operare con abnegazione e a salvare vite nei terremoti e nelle catastrofi naturali, a cercare di salvare il nostro patrimonio boschivo e naturale. La “genialità” della riforma, che ha assegnato tutte le competenze in materia di incendi boschivi ai Vigili del Fuoco, togliendole al Corpo forestale dello Stato, accorpato quasi in blocco (sia di uomini che di mezzi aerei e terrestri) all’arma dei Carabinieri, ha generato una grande confusione, con la conseguenza che mentre l’Italia brucia, uomini competenti ed addestrati non possono operare, elicotteri e canadair purtroppo fermi per intoppi burocratici e di competenze. Però le aziende private di noleggio aerei guadagnano cifre spaventose ogni ora di lavoro. Il CFS, aveva a disposizione tutto per fare sia prevenzione che spegnimento, ma grazie alla burocrazia messa in campo dalla riforma del PD, oggi i VVFF possono utilizzare meno della metà della flotta aerea dell’ Ex CFS, e soprattutto, l’arma dei carabinieri non sa cosa farsene o li destina ad altri utilizzi. È incomprensibile come degli 8000 uomini del CFS, soltanto 360 ne sono passato ai VVFF già in pesante sottorganico. Ma il tragico è che i cosiddetti reparti DOS (Direttori Operazioni Spegnimento) sono passati in blocco all’Arma dei Carabinieri, che chiaramente non sa come servirsi di tale competenze visto che ne è di fatto esonerata. Altro che ottimizzazione delle risorse, questo è puro sperpero e mortificazione di competenze. In tutto questo, la provincia di Frosinone non è messa meglio della situazione generale Italiana. Qui il sottorganico è spaventoso, la dotazione strumentale è costituita da macchine obsolete e di vecchia generazione che funzionano grazie alle magie della manutenzione interna, mentre le macchine nuove sono ingestibili o bloccate da difetti elettronici e meccanici, aggravati dai problemi burocratici di competenze ed autorizzazioni dovuti dalla riforma>.
