Prelievi abusivi di acqua dal Lago di Bracciano, nei guai una ventina persone accusate di “inquinamento ambientale colposo”. Si tratta di cittadini che utilizzavano l’acqua del Lago per innaffiare il giardino, di coltivatori e di piccole imprese.
Prelevavano acqua dal Lago di Bracciano senza averne l’autorizzazione. Così sono finiti nei guai venti persone, proprietarie delle pompe idrauliche che captavano acqua dal Lago e che la usavano per le esigenze più disparate, dall’irrigazione dei campi alla cura del giardino privato. La procura di Civitavecchia, titolare dell’indagine iniziata il 27 luglio scorso dopo la perquisizione da parte dei carabinieri del Noe agli uffici romani di Acea con la contestuale consegna di un avviso di garanzia al suo presidente, Paolo Saccani, ha notificato altri 20 avvisi di garanzia e provveduto al sequestro delle pompe idrauliche utilizzate per il “furto” d’acqua. In una stagione estiva in cui la siccità ha fatto da padrone, l’emergenza idrica diventa sempre più acuta. Nel frattempo i tanto paventati razionamenti idrici della Capitale sono stati scongiurati grazie ad interventi sulla rete idrica da parte del gestore. Di fatto la mancanza di precipitazioni, che nel corso dell’anno sono crollate del 70%, crea un problema amplificato dall’obsolescenza delle condotte che producono perdite ingiustificate del bene più prezioso. red. (foto dal web)
