Lo abbiamo già ampiamente detto.
Il Frosinone ha strameritato di vincere, perché la Pro Vercelli, ha saputo sì difendersi bene in più occasioni, ma ha anche presentato tante criticità. Poca grinta, poca foga, poca decisione da parte di tutti, in primis in zona d’attacco. Praticamente nessun tiro in porta, se non fosse per le due uniche, vere, palle gol: Umberto Germano reclama il calcio di rigore per una presunta trattenuta in area da parte di Krajnc, che non viene concesso dal direttore di gara. Niente di fatto anche per Claudio Morra: l’attaccante sbaglia completamente il tiro e, nonostante la papera di Ariaudo, non riesce a far male ai giallazzurri, lì dove invece, su identica azione Federico Dionisi aveva saputo battere Nobile al 16’ del primo tempo, grazie a un pallone servito involontariamente da uno sbadatissimo Mammarella. Un centrocampo folto, ma veramente poco reattivo, più propenso ad attaccar briga e fare falli che a pensare a giocare: basti pensare alle continue infrazioni di Konaté (ammonito prima della pausa, ndr) su Ciano e alle provocazioni di Legati a causa delle quali Dionisi è, ingenuamente, incappato nel cartelllino rosso al 57’. Non ci sono state particolari reazioni da parte dei bianchi neppure nella ripresa, anzi. La rete di Luca Paganini a dieci minuti dalla fine, frutto di un altro grave errore difensivo da parte di Konaté, è la giusta ricompensa per i canarini che non avevano smesso di cercare il raddoppio neppure dopo essere rimasti in dieci. Un inizio, insomma, che non mette assolutamente in buona luce la Pro Vercelli di Grassadonia… E.P
