Incidente grave ieri mattina in prossimità dell’incrocio di via Valfrancesca, via Bruni e via Santa Lucia durante una competizione ciclistica. Una macchina, finita erroneamente nel percorso di gara, facendo inversione, investe un gruppo di ciclisti. L’impatto causa complessivamente 12 feriti di cui 4 seri.
Tante le polemiche e le critiche in città. Si parla non soltanto di mancanza di sorveglianza dell’incrocio interessato da parte della polizia locale, ma soprattutto si dice che l’impatto sarebbe avvenuto proprio perché il nuovo funzionario dei vigili urbani, presente in loco, invece di ordinare al guidatore di accostare, gli avrebbe fatto fare inversione. A testimoniare l’episodio, oltre ai ciclisti coinvolti, e all’automobilista, tanti altri presenti. Proprio durante tale avventata manovra sarebbe avvenuto l’impatto, che poteva davvero finire in tragedia. La situazione, oltre a gelare il sangue per la gravità e per le catastrofiche possibili conseguenze, è l’ennesima figuraccia della maggioranza di De Donatis e soprattutto del “gruppo dell’acquario”, che tanto ha voluto un nuovo funzionario a Sora (ce ne erano già due in organico!), chiamandolo addirittura “nuovo comandante” anche se comandante non è. Motivo ufficiale: far funzionare “finalmente” le cose. Motivo ufficioso, sussurrato ovunque all’interno del palazzo e fuori, far traghettare il corpo di polizia locale da un comandante diverso in attesa di un concorso verticale interno voluto con tutte le forze da tempo e messo, anche in passato, sul piatto della bilancia degli equilibri. In tutto questo caos senza fine, che vede il sindaco “generale senza esercito” in balia di forze di potere che non riesce più a gestire, che cosa fa il consigliere delegato De Gasperis? Di che cosa si occupa? Come fa fronte a tale situazione? “Il mercato! Sta riorganizzando il mercato da ben quattordici mesi e non ha tempo di fare altro!” Si vocifera. Povera Sora! Spianata da De Donatis ed dai suoi, vive ogni giorno sperando che sia proprio quello il momento giusto per mandarli a casa. La città sa che ha bisogno di recuperare il recuperabile, perché non ce la fa proprio più ed, aspettare oltre, causerebbe danni irreparabili. Alessandro Andrelli (fonte fotografica: immagine di repertorio)
