<Esprimo soddisfazione per la delibera approvata e integrata con i miei emendamenti, che ha sancito l’ingresso di Atina nel novero dei Comuni della provincia di Frosinone che, nel dicembre 2016, hanno votato la risoluzione contrattuale con il gestore idrico. Tre anni fa, in tempi non sospetti, proposi la mozione che impegnava il sindaco ad essere parte del fronte anti Acea. Oggi, con il ritardo di tre anni, dunque, devo constatare che la maggioranza consiliare è venuta sulle mie posizioni e ne ho apprezzato la disponibilità>. E’ quanto afferma in una nota il vicepresidente della Provincia di Frosinone e consigliere del Comune di Atina, Andrea Amata.
<Ho voluto ribadire, durante il Consiglio Comunale, l’inconfutabilità di un percorso dettato dalla legge a cui il Comune è sottomesso non per scelta ma per il vincolo derivante dall’appartenenza all’ordinamento statale. […] Ho sempre sostenuto – continua Amata – che la risoluzione contrattuale fosse la premessa necessaria per rifondare la gestione pubblica del servizio idrico con società in house fra tutti i componenti dell’Ato 5. Alternative a tale percorso, lo ribadisco, non sono contemplate dalla legge. Infine la mia soddisfazione è rafforzata per l’approvazione, all’unanimità, degli emendamenti da me proposti: è stato inserito nella narrativa della delibera il riferimento alla carenza gestionale e infrastrutturale della società Acea presso il Comune di Roma, di cui Acea ATO2 Spa e Acea ATO5 Spa sono operatori di riferimento; è stata accolta la mia proposta di convocazione di un referendum comunale per vincolare le future amministrazioni alla gestione pubblica della risorsa idrica; è stata approvata la mia proposta di inserire nello Statuto Comunale il valore dell’acqua come bene comune>.
