Ventiduennne aveva preso a martellate il padre, il giudice dopo l’arresto gli concede i domiciliari mai i suoi parenti non lo vogliono e non avendo una dimora il giovane è costretto a restare in carcere.
I genitori non lo vogliono, gli altri parenti nemmeno, il ventiduenne che aveva preso a martellate il padre nonostante il giudice gli aveva concesso gli arresti domiciliari, dovrà restare in carcere. Per tale motivo il difensore l’avvocato Vellucci ha presentato richiesta al tribunale del Riesame per ottenere come misura alternativa, l’allontanamento coatto, o il divieto di avvicinamento alla sua famiglia. Soltanto con questo tipo di misura restrittiva il giovane potrà sperare di tornare libero. La vicenda risale al 27 luglio scorso quando a seguito di una lite aveva preso a martellate il padre che era stato costretto alle cure dei medici ospedalieri. La violenza inaudita era stata scatenata da fatto che il genitore non era più intenzionato a fornirgli del denaro per acquistare la sostanza stupefacente, del quale faceva uso. Nella colluttazione era rimasta ferita anche la nonna che aveva cercato di sedare la lite. Soltanto l’intervento tempestivo dei carabinieri della locale stazione, allertati dai familiari del ventiduenne aveva evitato il peggio. Ma del suo arresto tutto è rimasto invariato. Il ventiduenne dovrà sperare per tornare libero nella clemenza dei giudici del tribunale del Riesame. Red. di Frosinone
