Le casse dell’ente ricordano ancora i 30.000 euro spesi per i dissuasori.
A ciò si aggiunga la vigilanza fornita dal comando dei carabinieri nelle notti isolane. Dei sei dissuasori, a tratti mal funzionanti, ne restano elevati soltanto quattro (due per lato) mentre il terzo è rigorosamente giù per permettere l’ingresso ai residenti. L’accesso viene allora sbarrato dalle transenne (che avrebbero potuto, con tutta evidenza, continuare ad essere utilizzate a costi ben meno onerosi). Accade poi che una di queste resti nel mezzo del corso anche durante la mattina, creando disagi alla viabilità, proprio come verificatosi oggi. È il primo cittadino a rendersi conto che la transenna è ancora nel mezzo del corso, all’altezza del ponte della cascata, quando sono ancora le 8.30 del mattino. Alla fine, tuttavia, sarà un coscienzioso cittadino a scrivere l’epilogo della vicenda spostando la transenna dalla strada. A conti fatti, la giunta potrà ancora parlare dei dissuasori come di una spesa razionale? Pare che la vicenda odierna fornisca un’amareggiata risposta. Veronica Villa
